Usa, i datori di lavoro non possono fare discriminazioni sull’orientamento sessuale

di Redazione | 27/02/2018

orientamento sessuale

I datori di lavoro non possono fare discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. È quanto stabilito negli Stati Uniti, da una corte d’appello federale di Manhattan, in una vertenza sul caso di un istruttore di paracadutismo licenziato nel 2010 che ha visto contrapporsi gli avvocati di due branche del governo. Da un lato c’erano gli avvocati del dipartimento di Giustizia, che sostenevano la posizione del datore di lavoro, Altitude Express. Dall’altro quelli della Equal Employment Opportunity Commission (Eeoc), l’agenzia federale preposta all’attuazione delle leggi civili contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro, secondo cui il titolo VII del Civil Rights act del 1964, che vieta le discriminazioni basate su «razza, colore, religione, sesso o origine nazionale», protegge i dipendenti gay.

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Il dipartimento di Giustizia ha sostenuto la tesi che la legge non copre l’orientamento sessuale e che la Eeoc «non parla per gli Stati Uniti», ma è stato sconfitto. L’istruttore, Donald Zarda, aveva detto ad una allieva, mentre si stavano preparando al lancio, che era «gay al 100%». Il fidanzato di lei si era lamentato con la scuola di paracadutismo, che lo aveva silurato. Zarda aveva spiegato di essersi dichiarato gay perché la ragazza gli sembrava non a suo agio con lo stretto contatto fisico richiesto dal lancio.

(Foto Zumapress da archivio Ansa. Credit: Sachelle Babbar via ZUMA Wire)

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