Lucio Malan
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Lucio Malan di Forza Italia prima diffonde la bufala razzista e poi si arrampica sugli specchi

Male, male Malan. Il senatore di Forza Italia, nel corso della giornata di ieri, ha diffuso sui suoi social network una evidente bufala razzista: la fotografia di una persona di colore con in mano un cartello sgrammaticato con la scritta «Via gli italigliani dal’Itaglia la tera e di tuttti». In realtà, si trattava di un fotomontaggio della foto di una manifestazione di migranti contro un centro di accoglienza Arci a Perugia.

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LUCIO MALAN, LA DIFFUSIONE DELLA BUFALA E L’IMBARAZZANTE DIFESA

Il commento di Lucio Malan a questa foto parla da sé: «Altro che scappare dalla guerra: fanno la guerra a noi!». La bufala era evidente e anche un occhio poco esperto se ne sarebbe accorto. Nonostante gli articoli di censura del comportamento del senatore di Forza Italia su diversi media mainstream, tuttavia, Malan ha voluto rivendicare l’azione fatta sui social network, rincarando la dose con una difesa davvero poco convincente, a tratti imbarazzante: «Non ho mai preteso che la scritta del cartello fosse autentica! È un tarocco evidente. Ma è vero che ci sono…»

LUCIO MALAN, IL SUO SECONDO TWEET È PEGGIO DEL PRIMO

Quindi Malan, invece di mollare la presa, ha raddoppiato. Scopo di bufale come quella in cui lo stesso senatore sembra essere cascato è proprio quello di diffondere delle informazioni false. Con la sua difesa (della serie «non è vero, ma ci credo») non fa altro che rafforzare la convinzione che i migranti «ci facciano la guerra» e ci vogliano fuori dall’Italia.

Insomma, non proprio una bella strategia comunicativa, specialmente in periodo di campagna elettorale. Con buona pace del fact-checking e di tutti i social network che, quando si parla di bufale, se la prendono con gli articoli dei giornalisti e non con i post o i tweet avventati di un certo tipo di utenti.