Gli animalisti chiedono di sospendere il Giro d’Italia a Sciacca (e la città entra in crisi)

di Redazione | 23/02/2018

sciacca giro d'italia

Vi ricordate Sciacca, il paesino siciliano in cui furono uccisi decine di cani che vivevano per strada? Ecco, il sito rispettoanimali.it chiede, con una petizione che ha raccolto diverse firme, la sospensione del Giro d’Italia. Almeno a Sciacca se non è possibile estendere l’annullamento su tutta la Sicilia. Alla proposta si è unito anche l’Enpa. Tale richiesta ha però un unico svantaggio. Non sta risolvendo il problema del randagismo (che nell’isola raggiunge picchi e  punti oscuri inquietanti) e l’episodio di Sciacca si sta ripercuotendo sulla economia locale. Molte persone stanno disdicendo la loro prenotazione negli alberghi della città dopo la notizia dell’avvelenamento.

Per la grave indignazione che l’evento ha sollevato nei confronti del paese intero, e di tutti coloro che svolgono attività di per la cura degli animali, come l’opera dei volontari e delle Associazioni locali e nazionali.
Per il rispetto nel confronto degli ESSERI SENZIENTI uccisi ORA- RISPETTO PER TUTTI GLI ANIMALI,
CHIEDE
CHE L’ ORGANIZZAZIONE DEL GIRO D’ITALIA, PROVVEDA A CANCELLARE DALLA SICILIA LA STORICA MANIFESTAZIONE DI GRANDE VALORE CULTURALE.
A DIMOSTRAZIONE CHE QUANTO ACCADE NON SIA DIMENTICATO.

Sul sito di news locali – Il Risoluto – il gestore di un hotel si lamenta dell’annullamento della prenotazione da parte di un cliente umbro. Proprio per l’episodio di Sciacca.

Ma è colpa di una intera città se un criminale ha deciso di avvelenare tutti quei cani randagi? Certo, magari spetterebbe alle istituzioni approntare una politica seria sul randagismo ma perché un paesino della Sicilia, che vive di turismo, deve rinunciare al periodo più proficuo dell’anno?

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Intanto – come spiega La Stampa – alcune perquisizioni sono state effettuate dai carabinieri di Sciacca nell’ambito dell’indagine della procura per risalire ai responsabili della morte dei circa 40 cani avvelenati in località Muciare.

La strage è stata provocata da un potente insetticida, di quelli usati abitualmente come disinfestante in agricoltura. Si tratta di una sostanza acquistabile solo da persone in possesso di un apposito patentino. I controlli dei militari però, che hanno analizzato i possessori di tale autorizzazione, hanno dato finora esito negativo. I magistrati hanno disposto il sequestro di alcuni documenti dagli uffici del comune di Sciacca relativi alla gestione da parte dell’ente del problema del randagismo. Non ci sono ancora indagati, ma svariate persone «informate sui fatti».

Quello che serve è non spendere mai i riflettori su questa vicenda. Vicenda che purtroppo viene replicata, su diverse scale, anche in altre città d’Italia. Stavolta però la reazione dell’opinione pubblica è stata e sta continuando ad esser molto forte.