Come ti distruggo Snapchat con un tweet

di Gianmichele Laino | 23/02/2018

snapchat

È bastato un tweet di Kylie Jenner, una stilista e commentatrice tv statunitense, a far crollare Snapchat. Il motivo? La show-girl – che con i suoi quasi 25 milioni di followers era la più popolare utente della app che ti permette di pubblicare brevi storie che dopo un po’ non lasciano traccia – non aveva approvato le recenti modifiche di layout proposte dai programmatori e aveva manifestato il suo disappunto su Twitter.

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«Quindi c’è qualcun altro che non aprirà più Snapchat o sarò solo io a farlo? – si chiede via social Kylie Jenner – Questa cosa è così triste». Apriti cielo! La situazione economica dell’azienda responsabile dell’applicazione è letteralmente diventata critica: le perdite in borsa, in una singola giornata, sono state stimate in 1,3 miliardi di dollari, il 6% dell’intero capitale, secondo quanto riportato dalla CNN.

SNAPCHAT, IL TWEET DISTRUTTIVO DI KYLIE JENNER

Il tweet della Jenner ha avuto più di 350mila interazioni (un grandissimo bacino di utenza per Twitter) ed è stato considerato molto influente tra i suoi followers. Tra l’altro le modifiche di layout erano già entrate nel mirino degli utenti, che le ritengono brutte e confusionarie. Su change.org, una petizione firmata da oltre 1,2 milioni di «snapchattisti» ha sollevato una vera e propria rivolta popolare.

SNAPCHAT, LA RISPOSTA DELL’AZIENDA ALLA PETIZIONE

Tanto da provocare anche la risposta dell’azienda: «Vi ascoltiamo – fanno sapere da Los Angeles – e ci fa piacere che abbiate impiegato il vostro tempo per farci sapere come vi sentite. Abbiamo decisamente capito che il nuovo Snapchat non è molto apprezzato da molti utenti». Ma al momento, l’azienda non è tornata indietro sulle modifiche proposte.

Il tweet di Kylie Jenner ha dimostrato una volta per tutte il ruolo che gli influencer della rete hanno nella vita di tutti i giorni. Non solo tendenze o lancio di nuove mode, ma anche influsso sui mercati finanziari. Un potenziale che – forse – dovrebbe iniziare a farci preoccupare.

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