Chat con i preti gay, un escort ha consegnato alla Curia di Napoli un dossier di mille pagine

di Redazione | 22/02/2018

preti gay

Chat a sfondo sessuale e sesso con preti. Lo scandalo non è finito. Se ne riparla da alcuni giorni, per un rapporto dettagliato messo a punto per finire nelle mani degli organismi ecclesiastici. Un escort napoletano, Francesco Mangiacapra, ieri ha consegnato alla cancelleria della Curia di Napoli un dossier di oltre mille pagine contenente le conversazioni online con decine di sacerdoti gay. Nel dettaglio sarebbero coinvolti cinquanta preti omosessuali e una decina di seminaristi, indicati con nome e cognome.

Chat a sfondo sessuale con preti gay, dossier di oltre mille pagine in Curia: coinvolti in 50

Nel dossier si parla di sesso a pagamento e festini gay, con scambio di immagini intime e di contatti per masturbarsi insieme. Il Fatto Quotidiano, che ne parla un articolo a firma di Luigi Franco, ha anche provato a contattare alcuni dei preti segnalati. Alcuni, contattati dal giornalista per farsi raccontare come siano vissute le loro contraddizioni, hanno chiuso subito la conversazione telefonica. Altri hanno negato ogni coinvolgimento. Solo in due hanno ammesso di essere coinvolti, senza tuttavia rispondere a domande sulla loro esperienza personale che contrasta con le loro prediche sull’omosessualità.

Il dossier di Mangiacapra è ricco di screenshot delle chat e contiene anche indicazioni sulle località in cui vivono i preti e sulle loro parrocchie. Dalla Curia di Napoli potrebbe essere inviato anche ai vertici delle altre diocesi del Centro-Sud a cui appartengono i sacerdoti indicati, come quelle di Teggiano-Policastro e Tursi-Lagonegro. Al telefono con Il Fatto si è detto molto sorpreso, sbigottito, il vescovo di Aversa Angelo Spinillo, che a dicembre ha sospeso e avviato a un percorso di recupero in un luogo protetto don Crescenzo Abbate, parroco di Succivo, Caserta, anche citato nel dossier. «Bisogna dialogare con chi sbaglia, metterlo su un percorso. Se poi ricade, bisogna intervenire in modo più incalzante, come è stato fatto», «Se c’è attenzione ai principi bisogna riaffermarli, anche se alcuni contravvengono. E chi ha sbagliato va aiutato a redimersi», sono alcune dichiarazioni del vescovo.

(Immagine generica da archivio Ansa)