Rosario Dezio, il consigliere comunale del PD agli arresti domiciliari per aver massacrato i suoi braccianti romeni

di Redazione | 22/02/2018

Rosario Dezio

Rosario Dezio è un imprenditore agricolo e politico locale, attivo a Vittoria, in provincia di Ragusa. Consigliere comunale e membro della segreteria del Partito Democratico della città siciliana, Dezio si trova agli arresti domiciliari accusato di reati orribili.

Rosario Dezio, il consigliere comunale del PD agli arresti domiciliari per aver massacrato i suoi braccianti romeni

L’imprenditore agricolo, titolare di un’azienda già in passato controllata per capolorato e sfruttamento di manodopera, ha ammesso di aver picchiato alcuni suoi braccianti rumeni. Secondo il resoconto dei fatti riportati dai giornali locali, un bracciante rumeno, che viveva insieme ai suoi colleghi in una struttura fatiscente e gelida, ha rubato una bombola di gas per scaldarsi la notte. Accortosi del furto, Rosario Dezio l’avrebbe preso a bastonate, e poi dopo averlo picchiato avrebbe sparato colpi in aria col suo fucile per terrorizzarlo. Il bracciante rumeno è riuscito a scappare, nascondendosi in un casolare. Quando i suoi amici braccianti gli hanno portato da mangiare, l’impreditore consigliere comunale e iscritto al PD li ha seguiti e li avrebbe poi legati, e picchiati per diverse ore.

 

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Rosario Dezio, dopo la denuncia dei suoi braccianti, è stato arrestato. L’imprenditore ha ammesso di averli picchiati davanti alla polizia. Il bracciante sottoposto al maggior numero di colpi, ritrovato terrorizzato e incapace di parlare, ha avuto una prognosi da 45 giorni. Rosario Dezio si è dimesso dai suoi incarichi politici. Piuttosto incredibilmente il PD locale non ha pensato di espellerlo, con una nota stampa ripresa dal Giornale di Sicilia davvero contraddittoria.

 

«Rosario Dezio con la sua decisione ha dimostrato rispetto per le istituzioni e per il partito. Fiduciosi che la magistratura scopra al più presto la verità, il Pd di Vittoria si dissocia da chi ha già messo in moto la macchina del fango. Il rispetto va dato a tutti, sia alle presunte vittime che al presunto aggressore fino a quando non ci sia la pronuncia di un giudice», ha scritto il segretario locale Lorenzo Scudieri. Il punto non è però l’andamento dell’indagine e dell’eventuale processo, ma cosi ci faccia in un partito, tanto più sedicente progressista, un imprenditore che picchia i suoi dipendenti, li fa vivere in condizioni degradate  e li terrorizza sparando. Tutte cose confermate dallo stesso Dezio.