Roberto Fiore: «Traini? Non sono mai stato nazista, non posso condonare il suo gesto»

di Redazione | 22/02/2018

roberto fiore

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Roberto Fiore parla dell’ondata di violenza che sta scuotendo la campagna elettorale e ritorna sul caso i Luca Traini, autore del raid razzista a Macerata. Il leader di Forza Nuova dice di non sentirsi responsabile di un rischio di ritorno di un clima da Anni di Piombo. «Io – dice – mi prendo la responsabilità di aver alzato il livello di scontro politico, certo, ma era nostro diritto non restarcene zitti davanti a tante cose: la morte di Pamela e la mafia nigeriana a Macerata, la dittatura delle banche, Embraco, lo ius soli. Però non ho mai alzato le mani contro nessuno».

Roberto Fiore: «Mai stato nazista, fascista sì, non posso condonare il gesto di Traini»

Fiore dopo il raid di Macerata si è detto disponibile ad offrire un pool di avvocati a Traini, che aveva sparato in strada ferendo sei stranieri. Lo ha sostenuto. «Oggi noi ci schieriamo con Luca Traini», impegnandoci a «non farlo sentire solo e a non abbandonarlo», si leggeva in un comunicato di Fn. Al Corriere Fiore dice di non poter con poter «condonare» il suo gesto, precisando di non essere mai stato nazista:

Già, ma poi è successo che Luca Traini, quello col «dente di lupo» e il «Mein Kampf» sul comodino, s’è messo a sparare.

«E io che c’entro? Non sono mica Hitler. Mai stato nazista. Fascista sì, invece. Quanto a Traini, non posso condonare il suo gesto».

Condonare? Chissà quanti potenziali Traini ci sono in giro.

«Ai giovani incantati dall’idea della violenza dico che io li ho vissuti gli anni ’70 e quella è la strada sbagliata. La via giusta è solo la politica. Si scende in piazza per distribuire pacchi di viveri a chi ha bisogno, non per sparare».

«Il blitz negli studi di La7? Eravamo a volto scoperto»

Fiore ha commentati anche il blitz di un gruppo di militanti di Forza Nuova martedì sera negli studi di La7: «Avevamo i volti scoperti. I volti scoperti sono il primo antidoto alla violenza».

(Foto: ANSA / ANGELO CARCONI)