La Borsa di Milano è l’unica Borsa cresciuta nel 2018, nonostante le elezioni

di Andrea Mollica | 20/02/2018

Borsa di Milano

Milano è l’unica Borsa ad aver guadagnato nel 2018. Lo rimarca un pezzo del Financial Times, che indica come l’indice FTSE MIB sia aumentato del 4,3% nelle prime sei settimane dell’anno appena iniziato.

La Borsa di Milano è l’unica Borsa cresciuta nel 2018, nonostante le elezioni

I principali indici del nostro Continente,STOXX Europe 600 che raccoglie 600 capitalizzazioni sui mercati europei e DAX, la Borsa di Francoforte sul Meno, sono scesi del 2,2% e del 4,3%. I rendimenti dei titoli di Stato decennali emessi dal ministero del Tesoro, i Btp, quotano intorno al 2%, con uno spread sui Bund tedeschi poco sopra i 100 punti base.

 

Il Financial Times enfatizza in particolare il buon andamento della Borsa di Milano in relazione al rischio politico delle elezioni del 4 marzo. Secondo molti osservatori l’instabilità politica oppure l’arrivo al governo di forze euroscettiche come il M5S o la Lega Nord dovrebbero inquietare gli investitori internazionali.

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I capitali però non fuggono affatto dall’Italia, come mostra l’andamento della Borsa di Milano e la stabilità dei titoli di Stato. Secondo il professor Lorenzo Codogno, che insegna alla London School of Economics, ciò dipende proprio dal fatto che i partiti anti establishhment e anti europei non conseguiranno una maggioranza.

Il buon andamento della Borsa di Milano è in realtà favorito da fattori prettamente economici e finanziari. L’Italia sta vivendo il momento più positivo dal punto di vista congiunturale degli ultimi anni, e i PIR, i piani individuali di risparmio, stanno favorendo investimenti nelle piccole e medie imprese. Per Elia Lattuga di Unicredit questi due fattori hanno aiutato la Borsa di Milano a superare gli altri mercati dei capitali europei.

La ripresa dei titoli bancari e il forte aumento di FCA Chrysler, le azioni più importanti alla Borsa di Milano, sono altri fattori che spiegano gli incrementi azionari osservati in queste settimane di forti ondate ribassiste sui mercati dei capitali esteri.

 

Codogno rimarca al Financial Times che molti mesi di instabilità potrebbero però cambiare il quadro in caso di esito non chiaro delle elezioni politiche del 4 marzo. Al momento, come già osservato col referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, non si nota però nessun segnale di crisi finanziaria legata alla politica, come parzialmente in realtà successo tra il 2011 e il 2012. Prima che la Bce di Mario Draghi, più che i governi europei, ha risolto la crisi finanziaria dell’eurozona.

Foto copertina: ANSA