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Lotta di Oracle e Naspers contro Google (in Europa)

C’è un filone, sempre belga, che colpisce stavolta Google, accusata ora dalla Commissione europea di avere abusato della sua posizione dominante, favorendo i propri servizi di Google Shopping su Internet. Tutto parte da Oracle e Naspers, due delle più grandi società tech al mondo, che di fatto hanno dichiarato la guerra – in chiave antitrust – contro il gigante dei motori di ricerca.

A rivelare la controversia è POLITICO. Le due società detengono l’autorità legale su FairSearch, un’organizzazione che ha presentato il primo reclamo antitrust nel 2013 contro il sistema operativo mobile Android di Google.

ORACLE E NASPERS: COME DECIDONO IN FAIRSEARCH

Nessuno degli altri membri di FairSearch – spiega infatti POLITICO – incluse alcune piccole startup tecnologiche europee, ha diritto di voto sulle azioni del gruppo. Così, il controllo esclusivo di FairSearch da parte di Oracle e Naspers solleva interrogativi sulla trasparenza delle attività di lobbying nell’Unione europea e mette in evidenza il rischio che le indagini sulla concorrenza possano finire in ostaggio di interessi corporativi. In tutta risposta FairSearch ha affermato che il lavoro dell’organizzazione “parla da solo” e bolla le rivelazioni di POLITICO su Oracle e Naspers come una “distrazione” dal dibattito che emerge a livello europeo nei confronti di Google.

Riporta poi POLITICO:

Nella sua lotta con le autorità di regolamentazione Google può anche contare su una rete di delegati per rappresentare i propri interessi, compresa la Developers Alliance , un gruppo no-profit co-fondato dal gigante della ricerca. Google è uno dei maggiori destinatari delle attività di lobbismo in Europa, secondo i documenti normativi. Ma mentre altre società come Intel e Ford siedono nel consiglio di Developers Alliance, Naspers e Oracle godono del controllo legale esclusivo di FairSearch, una coalizione anti-Google che si distingue per la lunghezza e l’importanza della sua azione contro il colosso.

La guerra tra FairSearch contro Google è iniziata quasi un decennio fa negli Stati Uniti, quando fu contestato l’acquisto da parte della società di ITA, un servizio di comparazione delle ricerche di viaggio. L’organizzazione si è espansa in Europa nel 2013, affermandosi come ente no-profit belga e diventando la prima denunciante contro Android a livello europeo.

Microsoft, il cui prodotto di ricerca online compete con quello di Google, era un membro del consiglio di FairSearch, ma ha lasciato l’organizzazione nel 2015. Nokia, il cui servizio di mappe digitali – che ha venduto nel 2015 – rimane un concorrente del prodotto di Google, è ancora membro sebbene non sia più presente nei documenti legali del gruppo.

Nella sua indagine su Android, la Commissione ha accusato Google di utilizzare il suo software mobile per favorire la sua ricerca e altri prodotti digitali rispetto a quelli dei concorrenti. L’azienda continua però a negare qualsiasi illecito.

(Foto Ansa/BORIS ROESSLER)