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Facebook condannato perché «raccoglie dati degli utenti senza consenso»

Facebook raccoglie dati degli utenti senza consenso. Fuori dalla piattaforma. È per questo motivo che il più noto e diffuso dei social network del mondo è stato condannato in Belgio. Il verdetto è stato emesso dal tribunale di Bruxelles, che ha citato un’indagine della Commissione per la privacy del Paese. In particolare Facebook è finito nel mirino dei giudici per l’utilizzo di cookie, plug-in social, ovvero i pulsanti ‘Mi piace’ e ‘Condividi’, e pixel invisibili a occhio nudo, per raccogliere informazioni sui comportamenti delle persone durante le loro visite ad altri siti. Dunque, la società di Palo Alto, secondo il tribunale, non ha informato e non informa adeguatamente gli utenti sul fatto che sta raccogliendo loro informazioni, sul tipo di dati che memorizza, per quanto tempo li conserva e sull’utilizzo. La sentenza prevede la distruzione dei dati raccolti illegalmente. Facebook rischia una multa fino a 250mila euro al giorno per un importo massimo di 100 milioni di euro. Ma non chiude la vicenda definitivamente.

In Beglio Facebook condannato per la raccolta di dati senza consenso

I legali della società hanno già fatto sapere che faranno appello contro la decisione. Philippe De Backer, segretario di Stato belga alla privacy, parla di «vittoria per la vita privata» dei cittadini belgi mentre, non a caso, è più cauta la Commissione per la Privacy. Secondo il presidente Willem Debeuckelaere bisognerà attendere l’entrata in vigore a maggio nel nuovo regolamento europeo sulla privacy, infatti dal 25 maggio le Commissioni sulla privacy nazionali saranno competenti solo per le aziende con sede nel loro Paese. Nel caso di Facebook, che ha sede legale in Irlanda, sarà competente Dublino. La battaglia tra Facebook e il Belgio è cominciata nel 2015, quando  la Commissione per la privacy ha commissionato un rapporto ai ricercatori dell’università di Leuven, secondo il quale il monitoraggio di tutti i visitatori da parte di Facebook senza un consenso esplicito violava la normativa Ue. Con il ricorso il social network solleverà la questione della competenza territoriale. «Ci stiamo preparando per il nuovo regolamento sulla protezione dei dati con il nostro principale regolatore, il commissario irlandese per la protezione dei dati personali. Rispetteremo questa nuova legge», ha dichiarato il direttore di Facebook Europa Richard Allan.

(Foto Zumapress da archivio Ansa. Credit: Patrizia Cortellessa / Pacific Press via ZUMA Wire)

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