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La nuova bufala di Giorgia Meloni sul Museo Egizio di Torino

Giorgia Meloni ha diffuso, incredibilmente, una nuova bufala sul Museo Egizio di Torino, dopo gli epic fail ripetuti dei giorni scorsi. La presidente di Fratelli d’Italia ha infatti scritto questo sul suo profilo Facebook.  «I musulmani di Torino manifestano a favore degli sconti agli arabi fatta dal museo egizio. Non hanno partecipato italiani, peruviani, filippini, ucraini, brasiliani, bulgari, russi. Secondi voi perchè?».

La nuova bufala di Giorgia Meloni sul Museo Egizio di Torino

Nonostante la formidabile lezione gratuita fornitale dal direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, Giorgia Meloni non ha ancora compreso la differenza tra musulmani, arabi ed egiziani. In Egitto gli abitanti sono egiziani, parlano la lingua araba, quindi possono essere definiti anche popolazioni arabe, ma non tutti sono islamici. Nel più grande paese dell’Africa settentrionale una quota significativa della popolazione, il 15% circa, sono cristiani copti. In Italia, dove vivono circa 250 mila persone di origine egiziana, il 25% di loro è cristiano copto.

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I cristiani copti di origini egiziane risiedono principalmente al Nord, dove tra l’altro si trova Torino, se a Giorgia Meloni fosse anche sfuggita l’ubicazione geografica della metropoli torinese. La leader di Fratelli d’Italia, come Matteo Salvini, si era scatenata contro una promozione del museo Egizio di Torino che favoriva le coppie di lingua araba, che avrebbero potuto pagare un biglietto al posto di due.
Giorgia Meloni

Secondo Giorgia Meloni, come mostrato nell’epico video in cui si confronta con il direttore del museo, Christian Greco, ciò rappresentava una discriminazione religiosa. Christian Greco però ha spiegato, con educazione, come tra chi parla arabo e proviene dall’Egitto, il target della promozione che dura tre mesi, ci siano anche cristiano copti. Ma Giorgia Meloni non l’ha compreso, visto cosa ha scritto su Facebook.

L’errore diventa ancora più surreale se si considera che Giorgia Meloni ha attaccato una manifestazione in cui decine di bambini hanno cantato l’inno d’Italia, che ispira il nome del suo partito.