Alessandro Naso
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Alessandro Naso racconta la vita con sua figlia Beatrice Naso

Alessandro Naso ha racconto la vita con sua figlia Beatrice Naso, morta nei giorni scorso dopo una esistenza segnata da una malattia incurabile. La piccola, deceduta a otto anni, era impossibilitata a fare qualsiasi movimento per misteriose calcificazioni che avvolgevano le sue articolazioni e i suoi muscoli. Una patologia rarissima, che secondo un genetista americano consultato dalla famiglia aveva una casistica di uno su sei miliardi, tutti gli abitanti della Terra.

Alessandro Naso racconta la vita con sua figlia Beatrice Naso

Beatrice Naso ha però vissuto una vita felice, regalando gioia e sorrisi ai suoi genitori, consapevoli che la piccola avrebbe vissuto una esistenza breve. Nel 2013, racconta Alessandro Naso, il primario del Gaslini di Bologna, l’ultimo ospedale a cui si è rivolta la famiglia per curare la piccola da una malattia purtroppo impossibile da guarire, fecero presente che c’erano forti possibilità che Beatrice Naso non avrebbe raggiunto l’età adulta.

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Nel colloquio con il Corriere della Sera, svolto dopo il commosso funerale di ieri, Alessandro Naso ripercorre la vita di sua figlia Beatrice e sua moglie Stefania Sorrentino, morta pochi mesi fa per un tumore. Il papà della piccola Bea, una bambina diventata molto famosa su Facebook grazie a una pagina , Il mondo di Bea, che ne raccontava l’esistenza, rimarca come lui e sua moglie si siano divertiti moltissimo con la loro figlia.

 

«Ci chiedemmo cosa aveamo fatto di male nella vita. Ma l’autocompatimento durò poco. Avevamo un lavoro da fare. Volevamo che Bea vivesse bene il tempo che le restava. Ci siamo divertiti tanto. L’abbiamo portata quattro volte a Eurodisney, altre due sul bruco a vela di Gardaland. Usciva ogni giorno. La crisi che me l’ha portata via l’ha avuta lunedì a casa dei miei genitori. Mentre stava giocando con la sua cuginetta», racconta Alessandro Naso al Corriere della Sera.

Beatrice Naso era molto brava a scuola, e aveva un grande senso dell’ironia, anche se a volte era infastido dagli sguardi che suscitava tra i curiosi.

«Aveva un gran senso dell’umorismo. “Papà, se non mi trovi più significa che sono andata a sgranchirmi le gambe”. Capisce? Una bambina che muoveva solo gli occhi. Ho imparato che la gente è meno peggio di quel che si crede. Certo, ogni tanto incrociava sguardi di pena.Le dava fastidio», spiega il papà della piccola Beatrice. Alessandro Naso dice al Corriere della Sera di aver avuto una famiglia bellissima, che ora è determinato a ricordare nella vita che ha davanti. Un esempio toccante e davvero emozionante di amore.