«Perché i vaccini diventano l’ago della campagna elettorale in Italia»

di Redazione | 16/02/2018

vaccini campagna elettorale

L’obbligo vaccinale diventa un tema fulcro nelle elezioni italiane del 4 marzo. A ribadirlo è un’analisi di Politico che vede, da esterni, il dibattito in questa campagna, con diversi schieramenti.

«La vaccinazione – spiega la testata americana – rimane uno dei principali impegni del manifesto del ministro Beatrice Lorenzin. e lei lo scorso mese ha fondato un nuovo partito politico centrista con lo slogan: “Vaccinate contro l’incompetenza“. Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, si è invece affermato contro l’obbligo vaccinale».

«I principali avversari di Lorenzin – aggiunge Politico – sono la Lega Nord di destra e il Movimento 5 stelle, che promettono entrambi di abbandonare le sue riforme una volta saliti al governo». C’è però una contraddizione all’interno della coalizione che sostiene il Carroccio. Come ricorda il giornale «Berlusconi espresse il proprio sostegno alle 10 immunizzazioni previste dal decreto Lorenzin». Per questo la tematica non appare all’interno del programma comune.

E per i 5 stelle? «Il suo fondatore, il comico Beppe Grillo, ha deriso i vaccini obbligatori nei suoi spettacoli negli anni ’90 – spiega – e il partito ha ripetutamente legato i vaccini all’autismo». «Il leader Luigi Di Maio – aggiunge Politico – ha recentemente dichiarato che avrebbe annullato l’obbligo vaccinale, limitando a solo quattro vaccini, ovvero prima della legge Lorenzin».  E i novax? Secondo la testata sono delusi dai grillini. «Ci dispiace per l’inversione a U dei 5 stelle», ha dichiarato Claudio Simion, presidente di Comilva, che coordina i gruppi contro l’obbligo vaccinale. «Abbiamo l’impressione che stiano cercando di guadagnare credito verso l’establishment internazionale, presentandosi come un partito che ha la legittimità di governare e abbandonare la propria etichetta populista».

 

Così, mentre l’Europa guarda con preoccupazione le elezioni nazionali italiane il dibattito della campagna rischia di nuovo di incentrarsi tra pro e no vax. «Due settimane prima del voto Comilva farà una nazionale, a Roma, il 24 febbraio», conclude Politico.

(Foto: ANSA / GIORGIO ONORATI)