Giorgia Meloni vuole vietare le Ong di George Soros, inseguendo bufale complottiste

di Andrea Mollica | 16/02/2018

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni ha promesso, solo su Twitter per il momento, di vietare le “Ong” di George Soros in Italia.«#Soros impone col denaro l’immigrazione di massa e la distruzione degli Stati nazionali per fare dell’Europa il suo parco giochi. Io sto con il popolo e con chi è eletto come #Orban. Al Governo vieterò alle #ONG di Soros di operare in Italia. Per difendere la nostra democrazia», ha scritto la presidente di Fratelli d’Italia sul suo canale ufficiale.

Giorgia Meloni vuole vietare le Ong di George Soros, inseguendo bufale complottiste

Il tweet di Giorgia Meloni contiene diverse falsità in pieno stile complottista, e quasi stupisce che manchi un riferimento al fantomatico, e inesistente, piano Kalergi che secondo molti sovranisti è alla base della sedicente invasione di massa da parte dei migranti. La prima falsità sono le cosidette Ong di Soros, che semplicemente non ci sono. Meloni si riferisce in realtà alle Ong finanziate dalla fondazione Open Society del finanziere americano.

Open Society Foundations, con grande trasparenza, pubblica regolarmente le sue donazioni a cause politiche e umanitarie, su diritti civili e per la promozione della democrazia. I finanziamenti in ambito migratorio sono in realtà piuttosto limitati. Sostenere che Soros imponga col denaro l’immigrazione di massa non è affatto vero. Lo spiega anche un manager della Croce Rossa australiana, Federico Marcon, interrogato da Panorama sul punto in un articolo che espone una visione negativa del fenomeno migratorio.

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Marcon definisce estremamente improbabile che la fondazione Open Socieyty sia arrivata ad influenzare, anche solo indirettamente, le rotte migratorie nel Mediterraneo. «Il fenomeno è estremamente complesso, e anche se i numeri non sembrano segnalare miglioramenti né sul fronte dell’entità dell’esodo né sull’efficacia umanitaria dei soccorsi, espressa in termini di vite salvate, è sciocco, se non addirittura pericoloso, puntare il dito contro George Soros accusandolo di essere il mandante di questa catastrofe», riporta Panorama.

Infine c’è il punto relativo a Viktor Orban, che rende il tweet di Giorgia Meloni più chiaro, e più assurdo. Il premier ungherese è da tempo impegnato in una battaglia feroce contro il finanziare, che, benché di nazionalità americana, ha origini magiare ed è ancora molto attivo nel suo Paese natale. Open Society Foundations finanzia circa una sessantina di Organizzazioni non governative in Ungheria, per progetti con una visione politica e sociale ben diverse dal nazionalismo conservatore di Orban.

George Soros è ancora molto influente in Ungheria, e rappresenta probabilmente la voce più autorevole che si contrappone al premier, che governa a Budapest dal 2010 e che probabilmente vincerà un terzo mandato anche alle prossime politiche. Orban da tempo utilizza Soros come suo bersaglio preferito degli attacchi, ma non si capisce perché Meloni debba appassionarsi a uno scontro politico che ha a che fare molto più col consenso degli elettori ungheresi che col futuro dell’Europa.