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Fake news in campagna elettorale, la Francia prepara una legge

Notizie bufala a ridosso delle elezioni diffuse allo scopo di condizionare le intenzioni di voto. È un problema emerso con le presidenziali americane del 2016 che riguarda e preoccupa da allora tutte le democrazie occidentali, al punto da indurre a nuovi specifici interventi normativi.

La Francia verso una legge contro le fake news in campagna elettorale

È il caso della Francia, che si è messa al lavoro per preparare la futura legge contro le fake news durante le campagne elettorali. La ministra della Cultura, Francoise Nyssen, ha rivelato i contorni essenziali della nuova normativa annunciata il 4 gennaio scorso dal presidente Emmanuel Macron durante la conferenza stampa di inizio anno all’Eliseo. Il testo, che è stato battezzato ‘Legge sulla fiducia e l’affidabilità dell’informazione’, verrà presentato in parlamento dalla maggioranza La Republique En Marche. Il provvedimento sarà valido solo per i periodi elettorali, fino a massimo cinque settimane prima dello scrutinio (legislative, presidenziali), ma la sua applicabilità potrebbe venire estesa alle elezioni municipali e al settore della salute pubblica, in particolare, relativamente ai vaccini. La promulgazione della nuova legge francese contro le fake news è prevista entro fine maggio. Macron ha precisato che sulle notizie false «è la categoria dei giornalisti a dover agire» e che la normativa si concentrerà sulla disinformazione durante la campagna elettorale conferendo alla giustizia poteri rafforzati in modo da garantire «il normale andamento democratico».

Cosa prevede il testo

La legge ancora da presentare, come spiegato da siti di informazione francesi, ruoterà intorno a tre punti principali: un maggiore controllo dei media sotto l’influenza di un paese straniero, un obbligo alla ‘cooperazione’ per i social network e la possibilità di una procedura specifica per fermare la trasmissione di notizie false. Affinché non si ripeta in Francia la stessa situazione vista negli Stati Uniti nel 2016, con una campagna elettorale, quella vinta da Donal Trump, inquinata da bufale largamente condivise sui social network, la legge si concentrerà sulla diffusione di informazioni false. Un ruolo di rilievo lo avrà il Conseil supérieur de l’audiovisuel, Csa, che avrà anche il potere per spingere i social network e le piattaforme digitali come YouTube a segnalare contenuti sponsorizzati, indicando gli autori e l’importo che hanno raccolto per gli annunci. Oltre ai contenuti sponsorizzati, le piattaforme web come Facebook, Twitter e YouTube dovranno anche controllare meglio i contenuti postati dagli utenti. Il ‘dovere di cooperazione’ per i social network, che esiste già per la pornografia infantile e per l’apologia del terrorismo, verrà esteso anche relativamente alle informazioni false. Le piattaforme avranno l’obbligo di monitorare meglio i contenuti durante la campagna elettorale e avranno l’obbligo di impegnarsi con mezzi adeguati.

La Germania e il Regno Unito già attivi

Il governo francese non è l’unico a muoversi per legiferare sulle fake news e altri problemi legati all’informazione online. La Germania è stato il primo Paese a varare una legge molto severa sulla pubblicazione di contenuti di odio online. I social network hanno 24 ore di tempo per rimuovere i contenuti, e rischiano una sanzione fino a 50 milioni di euro. Il governo francese ritiene tuttavia che la rimozione dei contenuti prevista dalla legge tedesca sia troppo sistematica. Un disegno di legge nel Regno Unito prevede un sistema di sanzioni più flessibile. Inoltre il governo guidato da Teresa May ha annunciato il 23 gennaio la creazione di una specifica unità per contrastare la diffusione delle bufale. In Gran Bretagna una commissione dei Comuni sta conducendo già un’inchiesta sulle interferenze straniere nella politica.

(Foto Dpa da archivio Ansa. Credit: Oliver Berg / dpa)

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