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M5S, si allarga ancora lo scandalo rimborsi: mancano 1,4 milioni

Il conto dei rimborsi non restituiti dai parlamentari del Movimento 5 Stelle al fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese si allarga in maniera significativa. Stando agli ultimi conti manca all’appello (rispetto a quanto dichiarato dagli eletti) oltre un milione di euro, 1,4 milioni per la precisione (ieri il conto si era fermato a quota 500mila). E i vertici ammettono di non conoscere quanti siano i casi di deputati e senatori furbetti. Intanto il leader candidato premier Luigi Di Maio ripete: «Cacceremo le mele marce».

Rimborsi M5S non restituiti, il conto sale a 1,4 milioni di euro

Complessivamente sono stati dichiarati 23 milioni 418mila euro di indennità e rimborsi che gli eletti del M5S avrebbero versato al fondo presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ma sul fondo non ci sono solo i contributi di deputati e senatori, ma anche quelli di consiglieri regionali, di cinque espulsi e dei parlamentari europei. Scrive Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:

Dai consiglieri di Emilia Romagna, Liguria, Trentino Alto Adige e Veneto risultano versati – secondo quanto scritto sul sito – 530.598 euro. I parlamentari europei avevano rivendicato, solo un mese fa, la restituzione su quel conto di 606 mila euro. Gli espulsi Riccardo Nuti e Giulia Di Vita dichiarano di aver versato 40mila euro dopo essere andati via. 145mila sono stati donati dal senatore Giuseppe Vacciano e 80mila dagli altri fuoriusciti Ivana Simeoni e Christian Iannuzzi (madre e figlio). Così, si arriva a un buco di 1.401.598 euro.

Dopo Andrea Cecconi e Carlo Martelli, deputato e senatore ‘denunciati’ da un ex attivista del Movimento e ‘incastrati’ dalle Iene (hanno annunciato che rinunceranno al seggio in Parlamento anche in caso di elezione), nel mirino sono finiti i senatori Maurizio Buccarella e Barbara Lezzi, anche loro avvicinati dall’inviato della trasmissione di Italiauno Filippo Roma. Il primo ha detto di aver avuto un problema nel passaggio da una banca all’altra. La seconda ripete di voler andare in banca per farsi certificare tutto sui suoi bonifici. Il numero dei parlamentari M5S coinvolti potrebbe superare la decina.

(Foto: ANSA / RICCARDO ANTIMIANI)