Il massone candidato per il Movimento 5 Stelle, contro ogni regolamento interno

di Redazione | 11/02/2018

Lello Vitiello

Le candidature del Movimento 5 Stelle stanno facendo discutere. Ma alcune fanno senz’altro più rumore di altre. È il caso, ad esempio, di quella di Lello Vitiello che – secondo quanto riportato dal quotidiano Il Mattino nella sua edizione odierna – sarebbe iscritto alla massoneria, come «oratore» nella loggia napoletana «Sfinge».

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LELLO VITIELLO E LA SUA CANDIDATURA CON IL M5S

Eppure, il regolamento delle parlamentarie definiva chiaramente incompatibile l’affiliazione a una loggia massonica con la candidatura per il Movimento. Non solo: lo stesso Luigi Di Maio – in pieno spirito da grillino della prima ora – aveva assicurato che «mai gli iscritti alla massoneria entreranno a far parte del Movimento 5 Stelle». A quanto pare, però, alle parole non sono seguiti i fatti.

In un articolo a firma di Valentino Di Giacomo, infatti, si descrive la storia personale di Lello Vitiello, candidato nel collegio uninominale Campania 3. Dunque, la sua candidatura non è passata attraverso le parlamentarie, ma è stata decisa direttamente dai vertici del Movimento. Con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio in testa.

LELLO VITIELLO, CHI È IL CANDIDATO NELL’UNINOMINALE CAMPANIA 3

Il Mattino descrive l’attuale situazione di Lello Vitiello. Non appena è entrato in odore di candidatura con il Movimento 5 Stelle (lui, avvocato e figlio di un ex democristiano candidato a sindaco di Castellammare di Stabia nel 2013), ha chiesto alla sua loggia di poter «entrare in sonno», ovvero di non partecipare alle attività massoniche per un determinato periodo di tempo. Ciò significa che Vitiello non ha più diritto di prender parte ai lavori della «Sfinge», ma in seguito può chiedere di esservi riammesso.

Non è nota al momento la posizione ufficiale del Movimento 5 Stelle in merito, né se Vitiello abbia comunicato la sua affiliazione alla massoneria prima di entrare nella rosa dei candidati proposta da Di Maio nei collegi uninominali. Di certo, il suo caso è destinato a far rumore all’interno di un M5S che, al momento, è messo in imbarazzo anche da alcuni errori di valutazione nella restituzione degli stipendi dei parlamentari.

(FOTO dal profilo Facebook di Andrea Martone)