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Macerata, quel precedente che nessuno ricorda: quando Samb e Diop furono uccisi da un attivista di CasaPound

L’Italia è un Paese dalla memoria corta. La sparatoria di Macerata non è stato l’unico caso di aggressione razzista da parte di un esponente di estrema destra. Odio e follia furono le caratteristiche dell’assassinio brutale dei due senegalesi Samb e Diop a Firenze, nel 2011. A premere il grilletto, quella volta, fu un simpatizzante di CasaPound, Gianluca Casseri, di 50 anni. La circostanza, ormai dimenticata, venne particolarmente avvertita dalla comunità senegalese locale che per giorni protestò per le strade del capoluogo della Toscana.

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SAMB DIOP, IL PRECEDENTE DELLA SPARATORIA DI MACERATA

Ecco il precedente che nessuno ricorda. In molti, infatti, avevano definito l’episodio di Macerata – la sparatoria nel corso della quale l’ex candidato della Lega Luca Traini ha ferito sei persone di colore – un caso singolare e unico nelle vicende recenti della storia d’Italia. Invece, andando a riaprire i vecchi faldoni dell’attualità del nostro Paese, torna immediatamente alla memoria l’efferatezza di quell’azione di sette anni fa.

Dopo aver ucciso i due senegalesi, Casseri ferì poi Moustapha Dieng alla schiena e alla gola, colpì Sougou Mor, ferito grave, e un un altro ragazzo, Mbenghe Cheike, salvo per miracolo. La vicenda si concluse con il suicidio dello stesso Casseri, al termine di una lunga caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine.

SAMB DIOP, STESSE MODALITÀ PER UN CRIMINE ANCORA PIÙ EFFERATO

Il crimine, allora, fu ancora più efferato. Ma le modalità di svolgimento furono praticamente le stesse: la frequentazione di ambienti di estrema destra, l’incitamento all’odio razziale, le letture di libri e forum online di una certa matrice. Insomma, tutto già visto nelle immagini mandate a ripetizione ieri da tutti i principali network italiani.

(FOTO E VIDEO da Servizio Pubblico)

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