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Bloomberg ti spiega come il M5S riuscirà a conquistare il nord

Una volta il re del Nord era Umberto Bossi con la Lega Nord. Poi, si è passati al più fantasioso e meno prosaico John Snow in Game of Thrones. Ora, può toccare a Luigi Di Maio e al suo Movimento 5 Stelle. Secondo Bloomberg, è questo il quadro che si sta delineando per le prossime elezioni politiche del 4 marzo 2018. Il partito di Di Maio è un all-catch party – nella più classica delle accezioni – e, dopo essersi scrollato di dosso l’ingombrante eredità di Beppe Grillo, è pronto a fare breccia nel cuore imprenditoriale dell’Italia.

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BLOOMBERG M5S, LA RICETTA PER CONQUISTARE IL NORD

Bloomberg ha preso in considerazione un dato significativo: alle scorse elezioni politiche del 2013, il Movimento 5 Stelle riuscì a strappare il 40% dei consensi a Trapani, mentre nel nord-est produttivo di Vicenza conquistò «soltanto» il 25% delle preferenze. La chiave per trionfare nella prossima tornata elettorale sarà senz’altro quella di penetrare ancora di più nella locomotiva industriale dell’Italia.

Ascoltando la testimonianza dell’imprenditore Luigino Bari, sembra che molti suoi colleghi siano pronti a fare il grande salto e a votare per il Movimento, attirati dalle promesse del taglio delle tasse e degli incentivi alle piccole e medie imprese. L’elemento chiave, tuttavia, secondo la multinazionale americana dei mass media, resta il dietrofront sull’uscita dall’euro: si tratta di una questione fondamentale che ha caratterizzato il nuovo corso del Movimento 5 Stelle. Il cambiamento della posizione di Di Maio sulla questione (un tempo era un convinto no-euro) potrebbe aver spinto molti investitori – specialmente nel nord Italia – a far confluire il proprio consenso sull’ormai ex partito di Beppe Grillo.

BLOOMBERG M5S, IL SUD NON È COSÌ SCONTATO

Bloomberg dà per scontata l’affermazione del Movimento 5 Stelle al sud (elemento che, in base agli ultimi sondaggi in Italia viene percepito con maggiore difficoltà, vista la crescita della coalizione di centro-destra): in ogni caso sottolinea anche che una forza politica che raggiungerà il 30% non potrà non sedersi al tavolo delle trattative per formare un governo. Con grande potere contrattuale.

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