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Pioltello, una lettera degli esperti 10 giorni fa avvertiva: «Serve più manutenzione»

L’incidente del treno a Pioltello che ieri ha causato la morte di tre persone ha immediatamente sollevato un dibattito (e polemiche) sullo stato della rete ferroviaria italiana e sulla manutenzione degli ultimi anni (ritenuta non sufficiente) lungo le linee regionali, quelle percorse soprattutto da pendolari che si recano ogni giorno a lavoro, a scuola o all’università. I richiami degli esperti sono piuttosto frequenti. Il Corriere della Sera oggi parla di una lettera che l’Ansf, l’Agenzia nazionale sulla sicurezza ferroviaria, appena dieci giorni fa aveva inviato alle imprese ferroviarie e ai soggetti coinvolti nella sicurezza della circolazione dei treni sollecitando «un riesame dei processi interni per individuare i motivi di inefficacia» e «azioni finalizzate a garantire un efficace presidio dei processi manutentivi».

La lettera degli esperti sulla rete ferroviaria 10 giorni prima dell’incidente a Pioltello

La missiva è stata inviata alla luce degli «ultimi incidenti avvenuti sulla rete ferroviaria nazionale» che «hanno evidenziato delle importanti criticità manutentive». La rete di Rfi è dotata di sistemi di sicurezza avanzati, dal distanziamento dei treni alla protezione della loro marcia. I convogli parlano con i binari ma ci sono anche treni diagnostici, che rilevano i problemi. Sulla linea dell’incidente a Pioltello un passaggio era stato registrato l’11 gennaio. L’ad di Rfi ha ricordato la spesa di un milione nel 2014 per la manutenzione dell’intera rete e di un milione e 700mila euro nel 2017, di cui 200 in Lombardia. Il problema è che la diagnostica serve a minimizzare i rischi ma la manutenzione spetta comunque agli uomini e che ci sono fattori di rischio non prevedibili, come episodi di degrado improvvisi. Riporta Alessandra Baccaro sul Corriere:

Come si verificano allora gli incidenti? Lo spiega l’Ansf quando sottolinea che «i sistemi diagnostici rivestono un ruolo fondamentale per garantire un’efficace manutenzione degli stessi veicoli e dell’infrastruttura» ma che «eventuali carenze manutentive possono inficiarne le funzionalità». Dunque non basta avere un sistema avanzato, occorre averne cura. Non solo. Servono strumenti per porre in essere eventuali azioni preventive. Per questo l’Ansf sollecita che vengano forniti «agli addetti ai controlli» strumenti e criteri in base ai quali «adottare provvedimenti d’urgenza o restrittivi della circolazione». Un altro fattore di rischio, a parere dell’Ansf, sono «i fornitori esterni dei servizi di manutenzione», la cui attività va monitorata con attenzione. Come, del resto, va perfezionata quella degli organismi di certificazione che controllano periodicamente i sistemi di sicurezza.

(Foto: ANSA / FLAVIO LOSCALZO)

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