Mattia Labadessa spiega il post sull’app che addormenta e ti fa fare sesso con una ragazza che ti piace

di Andrea Mollica | 25/01/2018

Mattia Labadessa

Mattia Labadessa ha spiegato in un lungo post la battuta che aveva suscitato una forte polemica sui social media perché interpretata come favorevole allo stupro. Il fumettista aveva scritto su Facebook questo status: «Dovrebbero inventare un’app per smartphone che se vedi una ragazza carina in metropolitana e te ne innamori ti dice chi è, quanti anni ha, poi l’addormenta e ti fa fare sesso con lei. Si chiamarebbe “app per smarthone che ti fa fare sesso con ragazze in metropolitana free”. “Free” perché c’è pure la versione premium che ti fa sentire la musica gratis».

Mattia Labadessa spiega il post sull’app che addormenta e ti fa fare sesso con una ragazza che ti piace

Il post di Mattia Labadessa è stato rimosso da Facebook dopo poco tempo dalla sua pubblicazione, ma grazie agli sharing e ai relativi screenshot ha creato una forte polemica sui social media. L’autore di fumetti, molto seguito su Facebook con oltre 400 mila fan, era stato pesantemente criticato per aver scritto frasi giudicate come incitanti allo stupro. In realtà era una battuta, magari uscita male, ma il riferimento all’app che fa addormentare le donne è stata scambiata come se fosse davvero un’invocazione a creare un altro strumento per favorire la violenza sessule, come se fosse una versione tecnologica delle gocce per lo stupro. Nulla di tutto questo ovviamente, ma l’indignazione collettiva è scattata, con decine di segnalazioni che hanno portato anche alla sospensione, per 24 ore, del profilo Facebook di Mattia Labadessa.  Una reazione eccessiva, visto che si trattava di una battuta, magari di cattivo gusto, ma pur sempre un post scherzoso, non un’invocazione dello stupro. Mattia Labadessa si è spiegato così sul suo profilo Facebook.

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«Se non ho scritto qualcosa prima non è perché “ho eliminato il post e sono sparito” (come molti hanno scritto in queste ore), ma più semplicemente ieri, dopo la pubblicazione del purtroppo famoso post, ho avuto un numero elevato di segnalazioni che hanno portato alla cancellazione del suddetto post e al ban di 24 ore, ergo non potevo rispondere a nessuno.In molti, dopo il macello successo, mi hanno chiesto di fare chiarezza. Come già detto, sono qui per questo. Potrei semplicemente chiedere scusa a tutti, limitandomi a dedicare due parole alla questione, ma ci tengo davvero a spiegarmi quindi andrò con ordine e cercherò di essere il più chiaro possibile, anche perché a me sembra tutto veramente assurdo. 1 – NON STUPREREI MAI UNA RAGAZZA.  C’è davvero bisogno di sottolinearlo? C’è davvero bisogno di dirlo? Sbaglierò, ma per me il fatto che non stuprerei mai nessuno è una cosa così scontata che non pensavo si dovesse specificare. Mi sento ridicolo anche solo scrivendolo in questo momento. Attenzione, scontato non vuol dire stupido, non vuol dire privo di importanza. Scontato vuol dire ovvio, come se dovessi specificare che “col fuoco ti bruci”. Per questo mi sembra ridicolo ricordarlo, soprattutto considerando i toni del post, del tutto demenziali e privi di qualsiasi logica (anche per questo l’ho pubblicato senza pensarci troppo, convinto che fosse palese la natura demente di ciò che ho scritto). Io vi giuro che non avrei mai pensato che qualcuno prendesse sul serio quelle parole. MAI. 2 – MA QUINDI PER QUALE MOTIVO HAI SCRITTO QUEL POST DI MERDA?  Chiariamo subito una cosa: NO, NON SI TRATTA DI UN POST “PRO-STUPRO”. Cazzo, ma come vi viene in mente? Come può una battuta che non fa ridere trasformarmi in una persona favorevole agli stupri? Può rendermi un coglione che si è espresso male, un pessimo comico, ma non un maniaco. Per me è inconcepibile anche solo pensare di avere una mentalità pro-stupro, è una cosa senza senso. Ancor più senza senso sarebbe dichiararlo con fierezza. Ancor più senza senso è paragonarmi ad uno stupratore per un post pensato male e scritto peggio, su Facebook. Ieri sera, attorno alle 23 e 30 credo, ho pensato ingenuamente “ho voglia di scrivere una stronzata su facebook” (e ne scrivo davvero tante, senza le pretese di mandare alcun messaggio, positivo o negativo che sia): avete presente quando qualcuno dice “ci vorrebbe un’app per trovare parcheggio/che faccia gli esami al posto mio/che cucini/che mi faccia il caffè”? Si legge davvero spesso sui social… Non una dichiarazione spontanea, non una voglia nascosta, nemmeno un’imposizione: una battuta triste. Certamente NON un inno allo stupro. Siamo sempre lì, si prende un concetto e lo si porta all’estremo. E questa non è ASSOLUTAMENTE una giustificazione, lo specifico qualora foste già pronti ad accusarmi di vittimismo: è solo un tentativo di farvi capire il perché del mio essermi espresso così male, e della reale ingenuità che si nasconde dietro quel post. Per me è scontato che lo stupro sia una follia, per me è scontato che lo stupro sia inaccettabile, è così scontato che mi sono preso la briga di parlarne con leggerezza, dando per certo che nessuno potesse pensare “Labadessa vorrebbe stuprare una ragazza!”. E il mio errore è stato proprio questo, trattare un tema così delicato con una leggerezza disarmante. Chiedo SCUSA a tutti quelli che si sono sentiti feriti da quella cazzata scritta senza pensarci, chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di molti, chiedo scusa se quando scrivo le cose non ci penso mille volte prima di pubblicarle, perché visto quello che mi sta succedendo oggi, dovrei. Ormai mi stanno riempendo di minacce, insulti, meme e prese per il culo.La sensibilità di una persona può essere ferita in mille modi diversi e il peso cambia in base a chi legge determinate parole. Quindi non posso fare altro che chiedere scusa, ma affermo (con consapevolezza) che si è trattato di un enorme fraintendimento». La lunga spiegazione di Mattia Labadessa, che abbiamo riportato quasi in toto, appare anche eccessiva rispetto a quanto successo. Una battuta stupida, venuta male, che però è stata interpretata come se fosse una cosa mai in realtà successa.