«Quello intubato sono io, togliete la foto dai pacchetti di sigarette»

di Redazione | 20/01/2018

pacchetti di sigarette

«Sui pacchetti di sigarette c’è una mia foto, scattata durante un ricovero per l’allergia a un farmaco. Non ho mai dato il mio consenso. Devono toglierla». È la denuncia di Maurizio Plescia, un commerciante di Casamicciola, comune in provincia di Napoli sull’isola d’Ischia, che sulle confezioni delle bionde ha scoperto un’immagine realizzata senza il suo consenso in cui appare sofferente, intubato e con gli occhi chiusi su un letto di ospedale. La sua storia viene ricostruita oggi da Filippo Facci sul quotidiano Libero (ieri sul Corriere del Mezzogiorno).

La storia di Maurizio: «Quello sui pacchetti di sigarette sono io, togliete la foto»

Maurizio soffre di problemi respiratori ed è costretto talvolta ad assumere un farmaco a cui, ad un certo punto, il suo fisico comincia a reagire male, anche perché ha un principio di polmonite. Si scopre che quel prodotto farmaceutico contiene una sostanza a cui lui è allergico e viene trasportato in ospedale. Si trova in Sud America, dove aveva raggiunto la fidanzata colombiana. Viene ricoverato e intubato. Qualcuno, durante le cure, scatta una foto che successivamente farà il giro del mondo.

Maurizio si ritrova così su milioni di pacchetti di sigarette, senza aver dato alcun consenso. Lui non ha dubbi sulla persona che compare nell’immagine. È sicuro che quel paziente è lui. Anche se il suo problema di salute nulla ha a che fare con il fumo, la sua foto viene associata a una malattia invalidante come l’ictus. Decide dunque di rivolgersi a un avvocato, scoprendo che la battaglia legale non sarà affatto una passeggiata. C’è di mezzo l’Unione Europea, come pure una multinazionale come la Philip Morris. E oltretutto ci sono anche altri intubati che dicono: quello nella foto sono io. E anche loro chiedono risarcimenti. Uno è della Galizia. Un altro sostiene che la foto gliela hanno scattata a Santiago. Un altro ancora si dice convinto che l’immagine è di suo padre morto di ictus. Una donna afferma che si tratta di suo marito deceduto nel 2015.

Un incubo per Maurizio. Fino a quanto una perizia firmata da un esperto conferma che, sì, quell’uomo intubato su un letto d’ospedale è davvero lui. La vicenda segue con la messa in mora della Philip Morris e un rimpallo burocratico con l’Ue. Poi arriva la trattativa per giungere a una transazione che eviti un lungo e inutile contenzioso. La stessa Philip Morris ha contattato l’avvocato di Maurizio con una lunga e dettagliata lettera. Un sollievo per il commerciante di Casamicciola, che spera ora di ottenere un adeguato risarcimento.

(Immagine dalla foto profilo Facebook di Maurizio Plescia)