Le mamme indignate contro Elena Santarelli: «Vai in tv e trascuri tuo figlio malato»

di Redazione | 19/01/2018

Al peggio (del web) non c’è mai fine. Stavolta, il bersaglio scelto dal popolo degli indignati è la show girl Elena Santarelli, moglie dell’ex calciatore e commentatore televisivo Bernardo Corradi. La donna, nel corso della settimana, ha partecipato al programma di Raidue «Stasera tutto è possibile» condotto da Amadeus. Contemporaneamente alla messa in onda della trasmissione, i social network della Santarelli sono stati inondati da commenti negativi, in cui la show girl viene accusata di non essere una buona mamma.

ELENA SANTARELLI, LE CRITICHE PER LA SUA PRESENZA IN TV

La Santarelli ha voluto replicare a queste critiche ingenerose con una Instagram story: «Non sono in diretta su Raidue – ha scritto sui social -, è una puntata registrata. Vi dovete vergognare a scrivere ‘invece di pensare a tuo figlio vai a lavorare’. Anche se fossi andata in diretta nessuno ha il diritto di puntare il dito e sparare cattiverie, ho conosciuto mamme in ospedale che andavano a lavorare e poi tornavano dai figli. Quindi cattive anche loro? – scrive ancora – Che tristezza leggere alcuni commenti».

ELENA SANTARELLI, LA SUA RISPOSTA SU INSTAGRAM

Elena Santarelli

Si può soltanto immaginare il dolore di una donna che ha comunicato – qualche giorno prima di Natale – il grave problema di salute occorso al figlio. E che sta provando a reagire a questa difficile situazione in famiglia, cercando di condurre una normale vita pubblica. Tra l’altro, le comparse in televisione fanno parte dell’attività lavorativa di un’attrice e donna di spettacolo: Elena Santarelli, dunque, avrebbe avuto come unico torto quello di fare il proprio mestiere?

ELENA SANTARELLI, ECCO ALCUNI COMMENTI INOPPORTUNI

Fortunatamente, più di qualcuno ha preso le difese della Santarelli, evidenziando l’inconsistenza di certe affermazioni. Alla fine, i commenti di solidarietà dei confronti della showgirl hanno superato di gran lunga quelli negativi. Dimostrando che, forse, c’è ancora speranza in questo mondo.