Corto circuito: la giornalista del Manifesto accusata di razzismo dall’esponente del movimento sovranista di Alemanno | VIDEO

di Gianmichele Laino | 17/01/2018

Daniela Preziosi

Ragazzi, ma cosa sta succedendo? Nella puntata di Omnibus si è assistito a un vero e proprio corto circuito mediatico, politico e sociale. Andiamo con ordine, perché la cosa è piuttosto complicata da spiegare. Ospiti della trasmissione di La7 sono la giornalista del Manifesto Daniela Preziosi, in studio, e Paolo Diop esponente del Movimento Nazionale per la sovranità di Gianni Alemanno e Francesco Storace.

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La giornalista, firma della testata più a sinistra del panorama dell’editoria italiana, è stata accusata di razzismo dall’esponente di un partito di estrema destra, che fa del sovranismo il proprio cavallo di battaglia e che nel suo logo ha una fiamma tricolore.

DANIELA PREZIOSI E PAOLO DIOP, UNA SERIE DI SCIVOLONI

Paolo Diop, italiano di colore, rappresenta un volto noto di Movimento Nazionale. Nei toni e negli atteggiamenti dialettici non ha nulla da invidiare a qualsiasi militante di CasaPound. Ovviamente, anche negli argomenti sfoggia tutta la sua retorica destrorsa, contraria a qualsiasi forma di integrazione, legata al motto «prima gli italiani», «l’Italia agli italiani» e così via.

La cosa non va giù alla giornalista del Manifesto che, ripetutamente interrotta dal fiume di parole di Diop, a un certo punto sbotta: «Senta, non è che siccome lei è nero ed è in collegamento io non posso parlare». La trappola è scattata, il cortocircuito è partito: «Lei è razzista – replica Diop -, lei sta utilizzando delle espressioni razziste».

Insomma, ormai la frittata è fatta. Inutili i tentativi da parte di Daniela Preziosi di recuperare terreno. Viene ripresa dalla conduttrice, scivola più volte sull’equivoco («nelle scuole italiane non insegnano il concetto di razza», ma Diop – nato e cresciuto nel nostro Paese – ha frequentato proprio le scuole italiane), alla fine viene anche accusata dall’esponente del Movimento Nazionale di essere «una gran maleducata». Scherzi del dibattito politico dell’Italia nell’anno 2018.