Andrea Scanzi e la candidatura con LeU alle politiche 2018

di Redazione | 17/01/2018

Andrea Scanzi

Andrea Scanzi parlamentare della Repubblica italiana. Un’ipotesi che non si vericherà per la rinuncia del noto giornalista, ma che avrebbe potuto avversarsi se la firma del Fatto Quotidiano avesse accettato l’offerta arrivata da due formazioni politiche. Durante Otto e Mezzo di ieri sera, Scanzi ha rimarcato di aver avuto offerte, dirette o indirette, dal Movimento 5 Stelle e da Liberi e Uguali.

Andrea Scanzi e la candidatura con LeU alle politiche 2018

Una rivelazione che appare credibile sul M5S: Luigi Di Maio e Davide Casaleggio hanno cercato diversi volti noti per rendere più credibili le liste M5S alle politiche del 4 marzo 2018. Alcuni giornalisti piuttosto conosciuti, come Emilio Carelli ex direttore di SkyTg24, oppure Gianluigi Paragone, hanno accettato. Un altro volto noto dell’informazione, la Iena Dino Giarrusso,  ha pensato diversi giorni prima di rinunciare alla corsa coi 5 Stelle. Andrea Scanzi sarebbe stato un candidato piuttosto in linea con la candidatura di Paragone. Firma del Fatto Quotidiano da ormai diversi anni, Scanzi è diventato uno dei volti più riconoscibili su TV e social media della parte grillina dell’opinione pubblica. Appare invece assai più curiosa la sua candidatura in Liberi e Uguali. La lista guidata da Pietro Grasso che riunisce due formazioni di ex esponenti PD come Articolo 1-Mdp e Possibile insieme a Sinistra italiana è culturalmente piuttosto vicina al primo Andrea Scanzi, giornalista che si è sempre definito di sinistra all’inizio della sua carriera professionale. L’editorialista del Fatto Quotidiano ha però spiegato di non votare più a sinistra da ormai molto tempo, e la sua vicinanza al M5S è da tempo esplicitata.

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I 5 Stelle sostengono come la sinistra così come la destra italiana non siano forze che rispecchino i valori ideali a cui si rifanno a parole, e Scanzi condivide questo messaggio. Quando polemizzò contro Christian Raimo l’editorialista del Fatto Quotidiano si era scagliato contro i numerosi fallimenti di una sinistra che lui reputa ormai fallita e fuori dalla storia, così  anacronistica da aver favorito il successo di forze postideologiche come il Movimento 5 Stelle. L’indiscrezione rivelata da Scanzi non è stata smentita su Twitter da Chiara Geloni, anch’ella giornalista e responsabile comunicazione di Articolo 1, a una domanda rivoltale da un collega, in passato parlamentare del PD, Andrea Sarubbi.