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Marione e gli altri: la scomparsa dei candidati (annunciati) alle parlamentarie M5S

Avevano reso pubblica la loro candidatura per un posto in lista alle Politiche. Hanno scoperto all’ultimo momento di essere stati esclusi dalla competizione. Le parlamentarie del Movimento 5 Stelle del 2018 verranno ricordate anche per il no del partito Di Maio a volti noti che avevano intenzione di giocarsi le proprie chance per arrivare alla Camera e al Senato. Il caso più eclatante è quello del vignettista Mario Improta, conosciuto come Marione, che su Twitter ieri pomeriggio ha fatto sapere: «Comunicazione importante. Non risulto tra i candidati. Per cui non potrete votarmi. Grazie a tutti coloro che mi stanno scrivendo, mi dispiace». Molti follower hanno commentato criticando la selezione del Movimento. Qualcuno ha chiesto il motivo dell’esclusione. «Ancora non lo so, spero me lo dicano», ha replicato Marione.

 

 

I candidati esclusi dalle parlamentarie M5S: da Marione a deputati e senatori

Ma alle parlamentarie M5S non era possibile votare ieri (primo giorno del voto) nemmeno per Andrea Mazzillo, ex assessore al Bilancio della giunta Raggi. «Sono molto dispiaciuto – ha scritto su Facebook – per non essere in questo momento nella lista dei candidati anche perché sto venendo a conoscenza di altri casi analoghi di attivisti romani che pur avendo aderito all’autocandidatura non sono presenti al momento sulla piattaforma».

 

 

Mazzillo ha parlato di problema tecnico: «Stiamo verificando con lo staff che segue la piattaforma Rousseau dove si è verificato l’intoppo tecnico che ha generato il problema. Sono fiducioso che troveremo assieme allo staff una soluzione in tempo utile per permettere a migliaia di cittadini romani di esprimere liberamente le loro preferenze». Nei commenti (al post dell’ex assessore ma non solo) diversi utenti dicono di essersi ritrovati candidati anche senza averlo chiesto. «Una amica mi dice che risulto candidato, senza avere inviato alcunché», ha scritto Gianfilippo. Sonia: «Io ci sono senza averlo chiesto». Maria Luisa, invece: «Anche a Napoli alcuni non si sono visti, altri pur non avendo inviato documentazione si trovano in lista». Le denunce girano veloci in queste ore sui social, soprattutto grazie all’hashtag #annullatutto, dove gli iscritti elencano le anomalie di candidati che ci sono e altri attesi che mancano insieme ai problemi tecnici. Ci sono proteste e accuse. E anche i parlamentari sono coinvolti in prima persona.

 

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Molto deluso è ad esempio il deputato pugliese Francesco Cariello, che ha saputo dell’esclusione dalle parlamentarie dallo staff comunicazione M5S e che sostiene di essere vittima di una condanna politica. Il motivo dello stop alla candidatura sarebbe una condanna penale di cui sia il gruppo parlamentare che lo staff del Movimento erano già a conoscenza. Ma «la condanna – ha scritto Cariello (che ha pubblicato anche il suo certificato dei carichi pendenti) – è stata estinta per via dei ‘doppi benefici di legge’ concessi dal giudice e per la natura politica della denuncia, in quanto attinente al mandato parlamentare. Infatti entrambi i certificati del casellario giudiziale (penale e carichi pendenti), depositati a supporto della auto-candidatura, risultano ‘nulli’. Pur avendo chiesto un confronto sul merito, non mi è stata data la possibilità».

 

 

Stessa sorte per il senatore sardo Roberto Cotti. «Ho deciso di mettermi nuovamente a servizio del Movimento come candidato, se lo riterranno gli iscritti», aveva annunciato in un video pochi giorni fa. Anche lui, aprendo Rousseau, ha scoperto di non esserci.

(Immagine: screenshot dall’account Twitter di Marione)