La battaglia della Norvegia: vietato l’allevamento di animali da pelliccia

di Redazione | 16/01/2018

pelliccia

Le battaglie animaliste possono essere condotte non solo da gruppi di attivisti organizzati ma anche dai partiti politici, o dai governi e dai ministri che ne fanno parte. Lo dimostra il caso della Norvegia, che ha deciso di fermare gli allevamenti di animali come visoni e volpi impegnandosi ad eliminare gradualmente, entro il 2025, un’industria che produce un milione di pellicce l’anno. Il piano deciso dal governo conservatore guidato dalla prima ministra Erna Solberg, che fa esultare i gruppi in difesa dei diritti degli animali, risulta particolarmente significativo se si considera che un tempo il Paese scandinavo era il principale produttore al mondo di pellicce di volpe.

Il piano del governo norvegese: via l’industria delle pellicce entro il 2025

La scelta del governo norvegese, un governo di minoranza, fa parte di un accordo con altre formazioni politiche, con il partito liberale, per allargare la coalizione. «Siamo scioccati», è stato il duro commento di Guri Wormdahl, rappresentante dell’associazione degli allevatori, ricordando che in Norvergia ci sono circa 200 allevamenti di animali da pellicce che seguono rigide regole per il rispetto del benessere animale, con un fatturato complessivo che si aggira intorno ai 46 milioni di euro (500 milioni di corone norvegesi). Gli animalisti, invece, considerano la nuova scelta del governo un positivo cambio di direzione rispetto ad un’attività obsoleta e crudele. «Siamo molto soddisfatti», «Questa è una grande vittoria», ha commentato Siri Martinsen, leader del gruppo Noah.

L’allevamento di volpi raggiunse il picco in Norvegia nel 1939, quando il Paese era il più grande produttore mondiale di pellicce con quasi 20mila aziende agricole. Nel 2013, invece, la Norvegia produceva solo il 3% dei 7,3 milioni di pellicce di volpe prodotte nel mondo, in un mercato ormai dominato dalla Cina con una quota del 69%. Nello stesso anno il Paese Scandinavo produceva solo l’1% dei visoni, un altro mercato dominato dai cinesi. La Norvegia segue l’esempio di altri Paesi europei come Regno Unito, Austria, Paesi Bassi, Germania e Repubblica Ceca. Il piano deve ancora essere votato dal Parlamento, ma ciò avverrà non appena sarà messa a punto una soluzione per le aziende colpite. Su 9 partiti politici norvegesi ben 7 si sono già espressi per la messa al bando della produzione di pellicce. Ciò rende il via libera alle nuove misure solo una formalità.

Un’indagine di Essere Animali negli allevamenti di visoni:

 

(Immagine di copertina da video di Essere Animali)