Perché non c’è nulla da stupirsi sulla frase di Attilio Fontana

di Redazione | 15/01/2018

attilio fontana

Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate“. Non è un buon inizio per il candidato governatore della Lombardia per il centrodestra Attilio Fontana. La sua ultima dichiarazione sta facendo discutere ed è su tutti i giornali. L’ex sindaco di Varese si è poi scusato, parlando di lapsus, ma a dargli man forte, difendendolo, c’è ora il leader della Lega Nord Matteo Salvini.

GLI AMICI DI ATTILIO FONTANA

Prima di tutto Fontana non è salviniano ma è della scuola maroniana. Molti si stupiscono perché non avrebbero mai ipotizzato una frase simile da un candidato presentato sui media come “moderato”. Se si stupiscono però non conoscono bene la sua biografia e sopratutto il suo inner circle. Laureato in giurisprudenza, Fontana è avvocato e spesso ago della bilancia delle dispute leghiste. Ha fatto il sindaco sia a Varese che a Induno, è stato presidente di Anci Lombardia, aveva la presidenza del Consiglio regionale ai tempi di Formigoni. Come ben spiegava The Vision qualche giorno fa il candidato leghista ha uno studio insieme all’amico Luca Marsico (consigliere regionale con Forza Italia, per questo è ben visto anche dal restante centrodestra). Nel 2016, Fontana, che rappresentava l’associazione Terra Insubre e il suo fondatore Andrea Mascetti, ha vinto la causa contro il giornalista Michele Santoro, accusato di “diffamazione a mezzo televisivo” per aver accostato la realtà di Mascetti alla destra xenofoba. Terra Insubre promuove le tradizioni e valori dell’Insubria, ovvero la Lombardia abitata dall’antico popolo degli Insubri. L’associazione è da sempre «impegnata a ridefinire i concetti di Autonomia, Federalismo e Identità, alla ricerca di nuove sintesi culturali per la creazione di un’Europa dei Popoli e delle Regioni». Fontana, da sindaco di Varese, partecipò anche a un convegno dell’amico Savoini Gianluca, uomo della Lega fan Putin. Non a caso quel convegno così titolava :  “Famiglia, tradizione, identità – La sfida russa al mondialismo”.  Un incontro dove la Russia veniva rappresentata come “baluardo” per l’identità europea. Quindi famiglia naturale e no a unioni gay.

LE ORDINANZE DI ATTILIO FONTANA (DA SINDACO)

Tra i suoi provvedimenti da sindaco si ricorda il divieto di alcolici per strada e sopratutto negli stadi e alcune strutture sportive. Divenne molto popolare la sua lotta contro l’accattonaggio “molesto” con tanto di proposta di «confisca delle elemosine». Fontana fu tra i primi sindaci a proibire il burqa. E fece rumore per il divieto esteso nella sua Varese. Attenzione però: i suoi mandati non sono mai scaduti nel folklore, affatto. I cittadini lo hanno stimato e rivotato spesso per questo motivo. Basti pensare che dopo due mandati al terzo Fontana decise di non correre più facendo vincere il centrosinistra nella cittadina leghista. Fontana è un problem solving vivente del Carroccio ma sopratutto, si è reso insostituibile sul locale, senza crearsi mai un suo delfino. Per questo quando è entrato a gamba tesa sulla “razza bianca” qualcuno, stavolta, ha storto il naso. Burqa, origini celtiche e accattoni permettendo.

(in copertina ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO)