Vieri, «cornuto e mazziato»: ora pagherà le spese processuali a Inter e Telecom per la vicenda di spionaggio

di Gianmichele Laino | 10/01/2018

Christian Vieri

Altro che James Bond. La vicenda sul presunto spionaggio di Inter e Telecom ai danni di Christian Vieri sta diventando una sorta di telenovela. Che ha come tema principale i quattrini. Quelli che l’ex calciatore nerazzurro aveva ottenuto dopo la sentenza di primo grado e quelli che – nelle successive fasi processuali – è stato addirittura costretto a rimetterci.

LEGGI ANCHE > Vieri, dalla gioia al dramma: «Abbiamo perso il bambino»

CHRISTIAN VIERI, LA VICENDA DELLO «SPIONAGGIO»

Capriole della giustizia italiana, specie se su un tema piuttosto controverso e inusuale. Era il 2005, data della fine del turbolento rapporto tra il centravanti e l’Inter di Massimo Moratti. Una storia fatta di amore e odio che, evidentemente, il Bobo nazionale ha fatto fatica a digerire. Specialmente per la sua tesi (ormai dobbiamo definirla così, vista la verità processuale del fatto) di essere stato spiato dalla società nerazzurra, anche grazie all’accesso ai tabulati telefonici concesso dalla Telecom dell’allora presidente Marco Tronchetti-Provera.

CHRISTIAN VIERI, L’ODISSEA IN TRIBUNALE

Nel 2012 Christian Vieri fece causa alle due società e, in primo grado, ebbe ragione. Anche se la sua richiesta iniziale (12 milioni di euro di risarcimento a Telecom e 9,25 all’Inter) fu pesantemente ridimensionata: Vieri, in ogni caso, riuscì a ottenere un milione di euro. Tuttavia, nel 2015 in una prima sentenza d’appello la vicenda fu ulteriormente ridotta all’osso: Vieri avrebbe dovuto restituire la somma, trattenendo soltanto 80mila euro come risarcimento da Telecom e 40mila come risarcimento dall’Inter.

Ieri, l’ultimo capitolo di una vicenda a tratti paradossale. Una sentenza-bis della Corte d’Appello di Milano – resasi necessaria per il ricorso di Vieri sulla prima decisione – ha ritenuto lo stesso ricorso inammissibile e ha costretto l’ex calciatore a rimborsare le spese processuali (si parla di 33mila euro) a entrambe le società.

Insomma, ricalcando un’espressione gergale, «cornuto e mazziato». Christian Vieri ha speso quasi sei anni dietro a questo processo e ora si ritrova con un pugno di mosche in mano.