De Benedetti e la ‘soffiata’ sulle banche: Il decreto passa, ho parlato con Renzi

di Redazione | 10/01/2018

de benedetti

A gennaio 2015 l’allora premier Matteo Renzi avrebbe rassicurato l’imprenditore Carlo De Benedetti che il decreto banche sarebbe passato. È quanto emerge da una telefonata registrata dell’Ingegnere con un broker che si occupa dei suoi investimenti, Gianluca Bolengo, ad della società Intermonte Sim spa. Il contenuto della conversazione, finora rimasta segreta, fa parte di una richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, indagato per ostacolo alla vigilanza, consegnata alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche.

De Benedetti e la rassicurazione al broker: Il decreto passa, ho parlato con Renzi

«Il decreto passa, ho parlato con Renzi», spiegava De Benedetti al suo consulente il 16 gennaio 2015, quattro giorni prima del decreto del governo sulle Popolari. Il colloquio veniva registrato come previsto dalla norma sulle intermediazioni finanziarie. L’Ingegnere parlava con Bolengo dell’opportunità di comprare titoli. Nella registrazione (riportata da Corriere della Sera e Fatto Quotidiano) ad un certo punto De Benedetti al broker chiede: «Quindi volevo capire una cosa, salgono le Popolari?». la risposta: «Sì su questo se passa un decreto fatto bene salgono». E l’imprenditore: «Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa».
Replica Bolengo: «Se passa è buono, sarebbe da avere un basket sulle Popolari. Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa». E De Benedetti: «Togliendo la Popolare di Vicenza». «Sì». dice il broker.

Come spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, l’indagine romana per insider trading fu avviata dalla Procura di Roma su segnalazione della Consob per plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli delle Popolari. La settimana prima del decreto i titoli di alcune Popolari subirono forti rialzi. Poi seguiti nelle settimane successive da forti vendite. A febbraio 2015 alla Camera il presidente della Consob Giuseppe Vegas parò di plusvalenze effettive o potenziali stimabili in 10 milioni di euro. Per quanto riguarda De Benedetti, ci fu un investimento di 5 milioni di euro attraverso Romed spa con un guadagno di 600mila euro. Va precisato che sia per Matteo Renzi che per De Benedetti i magistrati hanno sollecitato l’archiviazione, perché, interrogati dai pm, hanno escluso di essere entrati nel merito del provvedimento che di lì a poco sarebbe stato approvato. Due anni dopo quelle conversazioni si attende ancora la decisione del gip sulla richiesta dei pm. Nel frattempo si esprimerà la Commissione banche.

Per Marco Travaglio, che ha dedicato alla questione il suo editoriale di oggi dal titolo ‘Insider Renzing’, si tratta «del più grosso scandalo politico-finanziario degli ultimi anni, ancora più grave del caso Boschi-Etruria e persino delle scalate dei ‘furbetti del quartierino’».

(Foto: ANSA / MAURIZIO DEGL’ INNOCENTI)