Il post del comandante De Falco (candidato M5S) che sfotteva Di Maio

di Donato De Sena | 09/01/2018

de falco

Tra i volti noti pronti a correre per un posto alla Camera o al Senato con il Movimento 5 Stelle, emersi negli ultimi giorni con le candidature alle parlamentarie, c’è anche quello di Gregorio De Falco, il comandante che durante il disastro della Costa Concordia al capitano Schettino intimò il famoso «Torni a bordo, cazzo!». L’aspirante parlamentare non sembra però entusiasmare i 5 Stelle, imbarazzati per un post in cui attaccava i leader Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. Lo scorso 2 agosto su Facebook De Falco scriveva: «Ringrazio con trasporto l’idolo Di Battista che oggi, citando ‘il premio Nobel Hollande’, ci ha di nuovo deliziati. Ora tocca di nuovo a Dimma che è sempre in vantaggio di un’incollatura, ma il confronto è davvero entusiasmante».

 

 

Il post di Gregorio De Falco che sfotteva Di Battista e Di Maio per le gaffe

Il candidato alle parlamentarie M5S dunque (destinato a fare da colonnello all’attuale candidato premier) faceva battute sui leader del Movimento per le loro gaffe. Di Battista durante un intervento in aula alla Camera sulla missione in Libia aveva ricordato un’altra missione italiana nel Paese nordafricano (quella che portò alla deposizione del colonnello Gheddafi) citando «il premio Nobel Hollande». In realtà l’ex presidente francese all’epoca dei fatti non era in carica, e non aveva ottenuto (come non lo ha ottenuto anche dopo) alcun premio Nobel. La scoperta del messaggio anti-Di Battista e anti-Di Maio di De Falco ha scatenato molte reazioni negative dei simpatizzanti e attivisti M5S sui social. «Ma qualcuno se n’è accorto?», si chiedono in tanti, aumentando gli interrogativi sulla candidatura dei vip. ma commenti negativo sono spuntati anche sulla bacheca del comandante: «Poteva non candidarsi se questo è il suo pensiero, Dibba e Dimma e tutto il Movimento non credo apprezzino questo suo atteggiamento», si legge in uno dei messaggi di queste ore.

(Immagine: screenshot dal profilo Facebook di Gregorio De Falco)