La famiglia di Gianni Versace contro la serie tv: «Non l’abbiamo mai autorizzata»

di Donato De Sena | 09/01/2018

gianni versace

La famiglia di Gianni Versace contro la serie tv dedicata alla morte dello stilista, assassinato a colpi di pistola sugli scalini della sua abitazione di Miami Beach il 15 luglio 1997. I fratelli Santo e Donatella hanno annunciato di non aver mai autorizzato i nove episodi sull’assassinio diretti dal regista americano Ryan Murphy e interpretati da attori come Edgar Ramirez, Penepole Cruz e Ricky Martin, dal titolo ‘The assassination of Gianni Versace’, in onda il 17 gennaio negli Stati Uniti e in Italia il 19 gennaio su Fox Crime, canale 116 di Sky. Ne parla Gloria Satta sul Messaggero:

«La famiglia non ha autorizzato né ha avuto alcun coinvolgimento nella serie televisiva dedicata alla morte di Gianni Versace», hanno chiarito Santo e Donatella in un comunicato ufficiale. «Dato che Versace non ha autorizzato il libro da cui è parzialmente tratta e non ha preso parte alla stesura della sceneggiatura, questa serie televisiva deve essere considerata un’opera di finzione».

La famiglia di Gianni Versace contro la serie tv sull’assassinio dello stilista

Ma anche Antonio D’Amico, per 15 anni compagno di Versace, testimone dell’omicidio, ha preso le distanze dalla serie tv americana:

«Premesso che non ho ancora visto la serie», dice al Messaggero, «posso solo basarmi sui pochi fotogrammi diffusi dai media. E visto che la storia raccontata si basa su una biografia non autorizzata, concordo con le dichiarazioni della famiglia Versace».

La serie è tratta dal libero Vulgar Favors della giornalista Maureen Orth ed è un nuovo capitolo di una collana, ‘American Crime Story’. D’Amico aveva già definito «ridicola» la ricostruzione del suo personaggio, commentando alcune scene catturare dai paparazzi. Aveva precisato, ad esempio, di non aver mai preso Gianni Versace tra le braccia dopo i colpi. Il regista Murphy aveva risposto all’intervista affermando di non aver realizzato un documentario ma un «docu-dramma focalizzando l’attenzione sull’omofobia degli anni ’90». Ricky Martin prometteva «il massimo rispetto della verità».

(Foto di Gianni Versace da archivio Ansa. Credit: GIUSEPPE FARINACCI / ANSA)