Bonino Tabacci
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La strana alleanza Bonino-Tabacci per permettere a +Europa di partecipare alle elezioni

Se vi eravate fermati alla frontiera della pagina Facebook Marxisti per Tabacci siete clamorosamente indietro. Bruno Tabacci, leader di Centro Democratico – che qualche mese fa aveva cercato di riunire il centro sinistra con Campo Progressista di Giuliano Pisapia – torna sorprendentemente in campo, offrendo il simbolo della formazione che aveva partecipato alle passate elezioni politiche a Emma Bonino e alla compagine di +Europa, evitando così la complessa scalata della raccolta firme per presentarsi alla tornata elettorale del 4 marzo 2018.

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BONINO TABACCI, LA NUOVA COPPIA PER LE ELEZIONI 2018

Una strana coppia, che difficilmente potrà trovare un’intesa su un programma comune (non necessaria, tuttavia, per l’apparentamento tecnico): Emma Bonino, radicale di ferro, ha una storia politica completamente diversa rispetto a quella dell’ex democristiano Tabacci. Eppure, ora, le due strade che sembravano destinate a non incontrarsi mai, diventano il simbolo di una «convergenza parallela» d’altri tempi.

La soluzione è stata annunciata a sorpresa – via social network – dallo stesso Tabacci:

BONINO TABACCI, I COMMENTI DEI PROTAGONISTI

«Ho maturato in queste ore la decisione di mettere a disposizione il simbolo di Centro Democratico – ha scritto Tabacci -: consideriamolo un atto di servizio alla democrazia». Secondo il leader della formazione centrista, infatti, se non ci fosse stata una lista capeggiata da Emma Bonino «saremmo stati tutti più poveri».

Emma Bonino ha commentato: «È una novità di stamattina: quel che sappiamo è che non siamo più obbligati a partire da domani con le firme. Il gesto generoso e autonomo di Bruno Tabacci ci consente di essere presenti alle elezioni del 4 marzo a parità degli altri ai blocchi di partenza».

BONINO  TABACCI, SOCIAL SCATENATI

Sui social network sono già partiti i commenti, i meme e le gif che descrivono con tanta ironia questa particolare scelta politica, più unica che rara nel panorama italiano, ma assolutamente in linea con la confusione di fine legislatura e l’incertezza degli schemi che caratterizzeranno la prossima tornata elettorale.