Luigi Di Maio si candida in una lista bloccata del M5S

03/01/2018 di Redazione

Luigi Di Maio si candiderà in una lista bloccata del M5S, rinunciando così a essere eletto tramite il voto diretto degli elettori.  L’annuncio di sottoporsi alle cosidette parlamentarie, la selezione dei candidati del Movimento 5 Stelle per Camera dei Deputati e Senato della Repubblica che avviene sul blog di Beppe Grillo, significa infatti un’automatica rinuncia alla candidatura in uno dei collegi uninominali previsti dal cosiddetto Rosatellum. Secondo le nuove regole del M5s le parlamentarie valgono infatti solo per le candidature nelle liste bloccate che assegnano seggi in base alla proporzione dei voti ottenuti dai partiti che superano la soglia di sbarramento del 3%.

Luigi Di Maio si candida in una lista bloccata del M5S

Il Rosatellum prevede infatti due modi per la selezione dei parlamentari. Chi vince uno dei 232 collegi uninominali alla Camera dei Deputati  o dei 116 al Senato della Repubblica è eletto direttamente. Gli altri parlamentari, la netta maggioranza, è invece eletta tramite il voto proporzionale di lista, che prevede liste bloccate. Dopo aver tuonato per anni contro la sottrazione della possibilità di scelta dei parlamentari Luigi Di Maio, come molti altri M5S di spicco, correranno sulle liste bloccate che garantiscono molti posti ai 5 Stelle. Una scelta che dipende anche dai timori su una possibile sconfitta nell’uninominale. I collegi maggioritari sono imprevedibili e spostamenti di poche migliaia di voti possono cambiarne l’esito. In Campania, dove avrebbero corso Luigi Di Maio, i 5 Stelle sono favoriti in molti collegi ma la garanzia di vittoria, che significa elezione non è assicurata, come invece lo è con un posto da capolista su lista bloccata.  Ma poi il ragionamento ai vertici del M5S è stato questo: «Metti caso che Luigi (Di Maio, ndr) perde nel suo collegio in Campania ma viene comunque eletto nel plurinominale, che figura faremmo con un candidato premier che ha perso la sfida contro il suo avversario diretto?», scrive Ilario Lombardo su La Stampa.

LEGGI ANCHE > MARIA ELENA BOSCHI E LA MISSIONE ISTITUZIONALE A CAMPIGLIO, DOVE NESSUNO L’HA VISTA

Il M5S è stimato poco sotto al 30% nei sondaggi, e con una simile percentuale l’elezione appare sicura per ogni capolista nelle quasi cento circoscrizioni con liste bloccate previste dal Rosatellum per Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Anche ci sarà candidato al secondo posto in molte circoscrizioni ha elevate chance di esser eletto, così che la maggior parte dei parlamentari 5 Stelle, come scrive La Stampa, intende seguire Di Maio e rinunciare al collegio uninominale. «A sondare gli umori dei parlamentari grillini uscenti, le nuove regole non sarebbero poi così male. E una ragione di questo entusiasmo c’è: tutti potranno ricandidarsi nel listino blindato del plurinominale. Con una garanzia di eleggibilità maggiore che se fossero finiti nel collegio uninominale. Esattamente come Di Maio e gli altri volti noti del M5S e con buona pace della battaglia sulle preferenze. Certo, dovranno comunque passare dalle parlamentarie, aperte anche ai neo-iscritti che formalizzeranno l’appartenenza al M5S entro oggi, data ultima per chiudere le autocandidature, ma tenersi al riparo dalla lotteria dell’uninominale, dove la battaglia si fa voto per voto sul territorio, fa tirare un primo sospiro di sollievo».

Foto copertina: Ansa

Share this article