Vittorio Emanuele di Savoia
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Vittorio Emanuele di Savoia: Vittorio Emanuele III e Umberto II sepolti al Pantheon

Vittorio Emanuele di Savoia ha scritto un messaggio di fine anno agli italiani, che è stato pubblicato dagli altri dal quotidiano Il Tempo sulla prima edizione del 2018. Nella missiva, tradizionale momento epistolare di contatto con gli italiani che il principe  scrive seguendo l’eredità del padre, oltre agli auguri ci sono richieste politiche piuttosto precise. La prima è la sepoltura della salma di suo nonno Vittorio Emanuele III al Pantheon, la seconda è il rientro in Italia della salma del padre Umberto II e di sua moglie, anch’essa da seppellire nell’edificio di Roma,  la terza è un ripensamento del ruolo della monarchia italiana.

Vittorio Emanuele di Savoia: Vittorio Emanuele III e Umberto II sepolti al Pantheon

Vittorio Emanuele di Savoia è molto esplicito in questo punto, invocando lo spirito del Piave che ha portato alla vittoria nella Prima guerra mondiale per ridare onore al suo casato. «Mi auguro che il Centenario della Vittoria nella Prima Guerra Mondiale, che portò l’Italia al pieno compimento della Sua Unità nazionale con la redenzione di Trento e di Trieste e che ricorrerà il prossimo 4 Novembre, possa essere l’occasione per approfondire in modo più serio e scevro da pregiudizi il ruolo e la storia della Monarchia italiana nel Novecento. Nessuno chiede glorificazioni, ma allo stesso tempo è diritto della mia Casa e di ogni Italiano pretendere che tale argomento sia trattato con obiettività e serietà, senza dividersi in incomprensibili tifoserie, male endemico del nostro tempo», scrive Vittorio Emanuele di Savoia. Comprensibile, ma anche inaccettabile per più di un verso. La Costituzione repubblicana è stata chiara nello stabilire le colpe della monarchia dei Savoia nella più grande tragedia vissuta dall’Italia, la dittatura fascista finita nell’occupazione nazista di buona parte del nostro territorio nazionale, e nelle centinaia di migliaia di italiani morti nella Seconda guerra mondiale. Vittorio Emanuele di Savoia ha definito molto commovente, per lui così come per la sua casa, il ritorno in Italia della salma di Vittorio Emanuele III, suo nonno.

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«Non so descrivere l’emozione che ho provato nel sostare dinnanzi ai due sepolcri collocati ora presso il Santuario di Vicoforte e nel rivedere finalmente ricongiunti i Sovrani nella tomba, nel cuore del Piemonte sabaudo. Moltissime persone ci hanno scritto da ogni parte d’Italia per condividere con noi tale emozione: ad ognuna di esse rivolgo il nostro più sentito ringraziamento per il calore con cui hanno partecipato a questo momento. Non posso però esimermi, anche in questa circostanza, dal ricordare come l’unico luogo destinato ad accogliere le Spoglie dei Sovrani d’Italia defunti resti il Pantheon di Roma e, insieme a tutta la mia Casa, continueremo a batterci affinché questo sia possibile. In particolare, auspico che anche le Salme dei miei Augusti Genitori, le LL.MM. il Re Umberto II (Sovrano che scelse di sacrificare sé stesso percorrendo la via dell’esilio per scongiurare il rischio di una guerra civile e la cui correttezza istituzionale fu elogiata tra gli altri da Enrico De Nicola, Luigi Einaudi e Winston Churchill) e la Regina Maria José, che riposano ancora lontano dall’Italia, possano essere presto traslate al Pantheon».  Umberto II, ultimo re d’Italia, è sepolto presso l’abbazia reale di Altacomba, mausoleo dei Savoia che si trova nella regione francese che dà il nome alla casata che ha governato l’Italia per quasi un secolo. Una parte del messaggio di fine anno di Vittorio Emanuele di Savoia, pubblicato anche dal Tempo è dedicato alle elezioni politiche del 4 marzo, in cui il principe auspica una politica del “giusto mezzo” che sappia dare equilibrio all’Italia.

 

Foto copertina: ANSA