Silvio Berlusconi
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Silvio Berlusconi e i migranti che partono per colpa delle TV coi maxischermi al plasma in Africa | VIDEO

Silvio Berlusconi sta proponendo una campagna elettorale spumeggiante per la fantasia dei suoi interventi. Dal reddito di dignità alla flat tax fino alle pensioni minime a mille euro al mese, il leader di Forza Italia ha lanciato misure così costose da essere semplicemente irrealizzabili. La fantasia dell’ex presidente del Consiglio ha purtroppo ispirato anche parole piuttosto tragiche sul fenomeno epocale dell’immigrazione, che secondo Silvio Berlusconi è favorito dalla diffusione delle TV coi maxischermi al plasma in Africa.

SILVIO BERLUSCONI E I MIGRANTI CHE PARTONO PER COLPA DELLE TV COI MAXISCHERMI AL PLASMA | VIDEO

Una evidente bugia, se si considera come dall’Europa partì un epocale flusso migratorio, anche di italiani, verso l’America tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecendo, quando la televisione non era stata ancora inventata. Intervistato da Andrea Molino a Coffebreak, Silvio Berlusconi ha così spiegato il forte flusso migratorio che proviene dall’Africa. «Adesso, anche nelle più sperdute tribù dell’Africa esistono dei grandi schermi tv, con delle batterie anche se non arriva la corrente, alla sera tutto il villaggio si raduna a vedere la televisione che illustra la nostra vita. Quando ero in Congo per costruire un nuovo ospedale per i bambini, ebbi l’invito di andare in una di queste tribù e mi trovai in un villaggio senza luce ma con il grande schermo che funzionava e mi misero vicino a un ragazzo di vent’anni che aveva i piedi nudi e con la stessa maglietta da cinque anni. Alla fine gli parlai e mi disse che la loro più grande aspirazione è venire da noi, per cambiare vita e dare una vita diversa ai loro figli».

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Le parole di Silvio Berlusconi sono così insensate da non poter neppure essere debunkate. La storia di TV coi maxischermi al plasma raccontata a Coffebreak su La7 in villaggi senza corrente non è per nulla veritiera, e si basa su stereotipi sull’Africa arretrata in modo primitivo che è difficile non definire razzisti. Un pessimo preannuncio di ciò che potrà essere, anche sull’immigrazione, la politica di Forza Italia, partito che sarà probabilmente decisivo nella prossima legislatura.