New York, il peggior incendio da 25 anni ha ucciso 12 persone tra cui un bambino

di Gianmichele Laino | 29/12/2017

incendio new york

Gli ultimi giorni del 2017 lasciano dietro di sé un forte odore di fumo e di morte a New York. La città è sotto shock per un terribile incendio scoppiato in uno dei suoi quartieri simbolo, il Bronx, che ha ucciso 12 persone, tra cui un bambino. «Il peggiore incendio della città da un quarto di secolo a questa parte – ha commentato il sindaco Bill De Blasio -. Sono addolorato nel comunicare che 12 newyorchesi sono morti».

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INCENDIO NEW YORK, IL LUOGO DEL DISASTRO

L’incendio ha colpito un intero palazzo di cinque piani. La zona è quella della East 187th Street, a pochi passi dalla Fordham University e dallo zoo. Campetti da basket in cemento, tutt’intorno. L’edificio era piuttosto antico, se si usa come termine di paragone l’edilizia degli Stati Uniti: era stato costruito nel lontano 1916 e contava circa 20 appartamenti.

Secondo le prime indiscrezioni, raccolte sul posto dai cronisti che hanno avuto modo di intercettare le parole dei vigili del fuoco, l’incendio sarebbe divampato dal primo piano del palazzo, per poi coinvolgere il resto dello stabile. Oltre alle 12 vittime, ci sarebbero anche 4 feriti in gravi condizioni, immediatamente trasportati in ospedale.

INCENDIO NEW YORK, I PRECEDENTI

Immediatamente le istituzioni, dal sindaco Bill De Blasio ai coordinatori dei soccorsi che hanno tenuto una conferenza stampa sul posto, hanno rimarcato la storicità dell’evento: il numero delle vittime è addirittura superiore a quello causato dall’incendio del 2007, scoppiato sempre nel Bronx. In quella circostanza, a perdere la vita furono 9 bambini e un adulto. Il più grave incendio che ha colpito New York, in ogni caso, resta quello dell’Happy Land social club, nel 1990, quando le vittime furono 87.

Nel Bronx, intanto, le operazioni di spegnimento sono continuate per tutta la notte. I vigili del fuoco coinvolti sono stati 170. Gli abitanti del quartiere, avvisati del potenziale pericolo, sono stati fatti uscire dalle loro case e hanno trovato rifugio in una scuola vicina, dove è stato allestito un centro d’accoglienza d’emergenza.