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Di Maio non risponde sulle contraddizioni M5S sullo ius soli

Di Maio non ha risposto a tre domande sullo ius soli in merito alle contraddizioni del M5S sulla riforma della cittadinanza. Il candidato premier dei 5 Stelle ha svolto un lungo colloquio con Luca De Carolis, pubblicato sul Fatto Quotidiano di oggi. L’intervista spazia su vari temi, ma il silenzio evasiviso di Di Maio sul tema ius soli è particolarmente stridente. Molto simile tra l’altro a quello del suo ormai ex grande rivale Matteo Renzi, che nella sua lunga intervista di oggi a La Stampa non affronta praticamente l’argomento.

Di Maio non risponde sulle contraddizioni M5S sullo ius soli

De Carolis del Fatto, a fine intervista, rimarca a Di Maio che centinaia di migliaia di cittadini restano senza ius soli, anche per via del M5S.L successive risposte sono un quasi capolavoro di evasività. In grassetto le domande del giornalista del Fatto Quotidiano. «La nostra posizione è chiara sin dal 2012, serve una normativa europea in materia. Nel giugno del 2013 avevate presentato un disegno di legge sull’argomento, simile a quello del PD.  Lo facemmo perché c’era un testo del partito di maggioranza. Avete paura di perdere consensi a destra, è evidente. La nostra posizione originaria gliel’ho già spiegata». Di Maio non dice assolutamente nulla sulle contraddizioni del M5S, fornendo una spiegazione piuttosto assurda sulla somiglianza tra la proposta originale del PD e quella del M5S, come se per una forza di opposizione fosse obbligatorio riprendere i contenuti normativi introdotti dalla maggioranza. Ancora meno veritiera è la coerenza delle posizioni rimarcata da Di Maio sin dal 2012.

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In realtà quella posizione di ferma contrarietà allo ius soli era stata espressa da un post di Beppe Grillo del 2012 , che contraddiceva la legge del M5S depositata nel giugno del 2013, defindendo senza senso lo ius soli. La pdl dei 5 Stelle depositata alla Camera dei Deputati, a prima firma di Giorgio Sorial, parlamentare italiano con genitori stranieri, era in realtà poco in linea anche con l’opposizione alla cittadinanza più facile ribadita da Beppe Grillo in un post sul blog del maggio 2013, in cui aveva premesso che l’adozione dello ius soli avrebbe dovuto essere confermata con un referendum. In questo post di Grillo si parlava per la prima volta di un coinvolgimento dell’Unione europea. Il capo politico del M5S prima di Di Maio però più correttamente indicava la necessità di una concertazione con gli Stati UE, mentre Di Maio si aggrappa a una pressoché impossibile, a Trattati vigenti, normativa europea.

 

Foto copertina: ANSA/ FRANCESCA RIZZI