«Mi vogliono far gareggiare con il velo», campionessa di scacchi boicotta i mondiali in Arabia Saudita. Ma nessuno l’appoggia sul serio

di Gianmichele Laino | 28/12/2017

Anna Muzychuk

Scacco matto all’Arabia Saudita e alle assurde pretese di far gareggiare le donne con il velo addosso, di scortarle in qualsiasi loro spostamento a Riad, di vietare la partecipazione agli israeliani. Anna Muzychuk, ucraina di 27 anni e campionessa del mondo di scacchi, rinuncia così al Rapid and Blitz Chess Championship di Riad, si priva di un montepremi da sceicchi e della possibilità di difendere i suoi due titoli di campionessa.

ANNA MUZYCHUK, LA SUA BATTAGLIA PER I DIRITTI DELLE DONNE

Le sue ragioni sono state spiegate in un post su Facebook che, in poco tempo, ha fatto il giro della rete: «Mi sentirei una sottospecie umana – ha detto la Muzychuk -. Ho rinunciato a un guadagno superiore a quello che potrebbero darmi 12 eventi simili. Ma la cosa peggiore è che a nessuno sembra davvero importare».

Oltre ad Anna Muzychuk, anche la sorella – anch’essa campionessa di scacchi – non prenderà parte al torneo. Ma la protesta, purtroppo, sembra soltanto una questione di famiglia. Il suo appello, infatti, non è stato accolto al momento da altre colleghe, mentre la federazione mondiale di scacchi si è accontentata di alcuni compromessi con gli organizzatori locali, come i visti per i concorrenti di Iraq e Qatar o come la trattativa per far vestire le atlete con abiti abbottonati fino al collo, al posto delle lunghe tuniche imposte dal costume locale.

NON SOLO ANNA MUZYCHUK, IL PROBLEMA DI ISRAELE

I campionati di scacchi in Arabia Saudita, tuttavia, presentano anche un altro problema: quello del divieto di partecipazione agli atleti israeliani. Tra i due Paesi è scoppiato un vero e proprio incidente diplomatico, che – in sede di trattativa – ha vissuto fasi davvero delicate. Nemmeno i concorrenti israeliani, dunque, parteciperanno alla manifestazione. E il tentativo del principe ereditario Mohammed bin Salman di presentare al mondo l’Arabia Saudita come uno Stato moderno sta miseramente naufragando tra un pedone e un alfiere.