Valeria Fedeli
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L’italiano contorto della ministra Fedeli: «Sono stata onorata di essere stata invitata»

Diciamo che non è proprio un bel periodo per la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Specialmente quando si tratta di mettere in fila un discorso senza errori grammaticali. Dopo lo scivolone sul congiuntivo nella lettera inviata al Corriere della Sera e dopo lo strafalcione degli studenti «più migliori», pronunciato nel bel mezzo di un discorso a un incontro pubblico, Valeria Fedeli mette insieme altre due righe di italiano contorto nel corso della sua visita di qualche giorno fa a Cremona.

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VALERIA FEDELI, L’ITALIANO INCERTO NEL BIGLIETTO DI CREMONA

In una dedica scritta a mano, la ministra scrive: «Sono stata onorata di essere stata invitata qui nel comune di Cremona città di cultura, di musica, di futuro». Il biglietto risale al 20 dicembre scorso ed è stato pubblicato su Facebook – ovviamente non con intento inquisitorio, ma celebrativo – dal sindaco della cittadina Gianluca Galimberti.

Non si tratta, questa volta, di un vero e proprio errore da matita blu, ma l’utilizzo del verbo «onorare» in questo modo, con una consecutio temporum piuttosto discutibile, rende l’espressione pesante e inutilmente contorta. Sarebbe bastato scrivere semplicemente «sono onorata» per dare continuità all’azione e per snellire il periodo.

Inevitabili le critiche piovute in rete: sono molti gli utenti dei social network (puristi della lingua italiana sempre più rari) che hanno sottolineato la sbavatura della ministra Fedeli. In sé, questa espressione sarebbe anche passata inosservata se non fosse stato per i suoi errori ripetuti nelle settimane che hanno preceduto la sua visita a Cremona.

VALERIA FEDELI, LA QUESTIONE DEL TITOLO DI STUDIO

Certo, sul ministro Fedeli pesa anche la questione del titolo di studio, diventata proverbiale al momento della sua nomina: il suo «diploma di laurea» era stato prontamente corretto in semplice «diploma» vista l’impossibilità di equipararlo al titolo di studio più elevato. Insomma, quando si hanno questi precedenti – e quando si ricopre il ruolo di ministro dell’Istruzione – bisogna fare attenzione a tutti i dettagli. Anche se una buona conoscenza della grammatica italiana proprio un dettaglio non è.