Simon Bramhall
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Simon Bramhall, a processo il chirurgo che lasciava la firma sul fegato dei pazienti

Al termine del trapianto, Simon Bramhall imprimeva il suo “marchio di fabbrica”: le iniziali “S” e “B” impresse con il laser sul nuovo fegato dei malcapitati pazienti, che sotto effetto dell’anestesia ovviamente non si accorgevano di nulla.

A smascherare il chirurgo dall’ego smisurato è stato un collega, che ha operato un ex paziente di Simon Bramhall, trovando le due lettere incise sull’organo trapiantato. Come abbia capito che si trattava della firma di chi lo aveva preceduto non è chiaro, fatto sta però che la scoperta è bastata a incastrare il medico, che non ha assolutamente negato il fatto e ha spiegato di aver lasciato la firma con il gas argon, impiegato di solito in chirurgia per evitare le emorragie.

Bramhall, in libertà sotto cauzione, è in attesa della condanna definitiva. La sentenza – spiega il Fatto Quotidiano – è prevista per il 12 gennaio. Il chirurgo è sotto processo per aver arrecato danni e ferite volontariamente a persone sotto anestesia, senza il loro consenso.

IL PROCESSO A SIMON BRAMHALL, IL CHIRURGO INGLESE CHE MARCHIAVA IL FEGATO DEI PAZIENTI

Oltre al caso venuto alla luce nel 2013, gli investigatori ne hanno scoperto un altro analogo dello stesso anno. L’accusa sospetta, però, che i pazienti marchiati da Simon Bramhall siano molti di più. Proprio sulla serialità ha fatto leva durante l’udienza il procuratore Tony Badenoch, sottolineando che “non si è trattato di un incidente isolato, ma di un atto ripetuto in due occasioni, che richiede concentrazione e competenza e che, per di più, è stato realizzato alla presenza di altri colleghi”.

 

Foto copertina: Pixabay