Da «zecche» a «nemici del popolo»: i commenti sui profili Unicef stanno decisamente andando oltre

di Gianmichele Laino | 27/12/2017

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Ieri, il gestore degli account social dell’Unicef si era fatto prendere un po’ la mano, rispondendo in maniera poco garbata a chi criticava la posizione dell’organizzazione sulla scarsa volontà politica di approvare lo ius soli. Oggi, i profili dell’Unicef sono diventati terreno di un vero e proprio shitstorm, che va ben al di là del semplice dibattito politico di parte.

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UNICEF, LO SHITSTORM SUI SUOI ACCOUNT

«Zecche subumane», «nemici del popolo italiano», «scopane**i», sono soltanto alcuni dei commenti che si leggono sotto ai post iniziali dell’Unicef. Un vero e proprio assalto alla diligenza, dopo le posizioni sullo ius soli espresse dal portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini e dopo le risposte piccate con cui i social media manager dell’organizzazione avevano rintuzzato le proteste di alcuni utenti (uno di questi era stato definito «idiota e fascista»).

Da ieri, quindi, organi di stampa come Il Giornale, pagine e gruppi ideologicamente schierati su posizioni nazionaliste e di destra hanno quasi legittimato un feroce attacco via web all’organizzazione umanitaria. Diretta conseguenza di ciò è un vero e proprio elenco di offese tra le più impronunciabili e di messaggi che sfiorano il delirio. L’Unicef, in qualche modo, viene accusata di «razzismo al contrario», di prediligere le minoranze etniche rispetto al popolo italiano, di non aver capito nulla circa le dinamiche delle migrazioni.

Insomma, un clima pesante intorno all’organizzazione che da sempre si è battuta per i diritti dei minori con grandissima professionalità e con assoluto impegno. Va da sé che in difesa dell’Unicef si siano schierati una serie di giornalisti e di volti noti: preso atto della poca lucidità con cui la discussione sullo ius soli è stata gestita nella giornata di ieri, in molti hanno voluto manifestare la loro solidarietà nei confronti di chi – in questo momento – si trova nell’occhio del ciclone.

UNICEF, LA SOLIDARIETÀ DI GIORNALISTI E VOLTI NOTI

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