Come vengono assistiti in Lazio i malati di sclerosi multipla?

di Redazione | 27/12/2017

sclerosi multipla

Nel Lazio nel 2014 è stato approvato un Pdta (Percorso diagnostico terapeutico e assistenziale) per gli 8.000 malati di sclerosi multipla della Regione. Si tratta di un piano di assistenza, per seguire chi soffre di questa malattia neurodegenerativa dalla diagnosi e fino a tutto il percorso terapeutico. Il modello regionale funziona? Per cercare di capirlo, nel 2016 l’Osservatorio Regionale sulla Sclerosi multipla ha avuto l’incarico di verificarne l’applicazione concreta nei Distretti 3 e 15 della Asl Roma 1. I risultati sono stati recentemente presentati in un incontro alla Regione Lazio.

«Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto e riteniamo che da questo contributo possano derivare ulteriori progressi per migliorare la gestione dei pazienti», ha commentato il consigliere regionale Teresa Petrangolini, come riporta l’AdnKronos. L’analisi e il confronto hanno messo in luce bisogni e aspetti su cui agire per sostenere l’attuazione di un modello di assistenza in grado di dare risposte concrete ai bisogni dei pazienti. In primo piano sono emersi l’importanza di conoscere i singoli pazienti, attraverso sistemi sempre più automatizzati, il ruolo della Asl nell’organizzazione, committenza e orientamento dei pazienti e il rafforzamento delle interconnessioni esistenti tra ospedale e territorio. «La sclerosi multipla – ha ricordato infatti la Petrangolini – è una malattia cronica complessa che necessita di un modello di organizzazione dell’assistenza in grado di rispondere a molteplici bisogni».

L’ANALISI SUL MODELLO DI ASSISTENZA DELLA REGIONE LAZIO PER I MALATI DI SCLEROSI MULTIPLA, L’OPINIONE DI ASL E POLICLINICO

«Questo progetto è stato molto importante per noi – ha commentato Angelo Tanese, direttore generale Asl Roma 1 – perché ci ha consentito di costruire il Pdta regionale a partire da una conoscenza dei percorsi reali delle persone. In particolare, dopo una mappatura dei cittadini con sclerosi multipla residenti in due distretti dell’Azienda, abbiamo costruito un modello di condivisione di informazioni tra centri diagnostici e distretti sanitari. Il nostro obiettivo è quello di fornire sin dall’inizio una presa in carico paziente per paziente, da parte della Asl, in modo da semplificare l’accesso ai servizi e soprattutto migliorare l’omogeneità e l’appropriatezza dei percorsi di cura. Per i residenti con patologie così rilevanti vogliamo essere sempre più un punto di riferimento permanente e affidabile».

L’analisi ha preso in considerazione i diversi servizi compresi nello scenario territoriale a cui i pazienti fanno riferimento, in relazione non solo alle prestazioni sanitarie, ma anche al riconoscimento di diritti come l’invalidità e i permessi legati al lavoro. «La sclerosi multipla – spiega Ada Francia del Policlinico Umberto I, Università Sapienza di Roma – è una malattia neurologica a decorso cronico e progressivamente invalidante, che richiede un approccio gestionale articolato, dove oltre alla componente diagnostica e terapeutica, intervengono importanti componenti riabilitative e assistenziali. Oggi abbiamo a disposizione diverse opzioni terapeutiche e possiamo intervenire in modo sempre più mirato rispetto alle caratteristiche del singolo paziente, per ritardare la progressione della malattia e ridurre la disabilità causata dalla Sm. Considerata l’alta complessità della patologia, emerge la necessità di Pdta integrati tra ospedale e territorio per garantire ai pazienti un’assistenza di qualità».

L’ANALISI SUL MODELLO DI ASSISTENZA DELLA REGIONE LAZIO PER I MALATI DI SCLEROSI MULTIPLA

Il lavoro dell’Osservatorio Sm ha coinvolto tutte le diverse figure implicate nell’assistenza, in ambito politico, amministrativo, professionale e ha ascoltato la voce delle associazioni di pazienti e cittadini. «Sono convinto – spiega Giancarlo Silveri, presidente della sezione Aism di Roma – che l’ascolto dei pazienti sia un elemento imprescindibile per mettere a fuoco i reali bisogni su cui intervenire a livello organizzativo. In una patologia complessa come la Sm sono necessari interventi che prevedano una presa in carico personalizzata dei bisogni terapeutici, assistenziali e sociali. In questo senso, le tre maggiori criticità e priorità da noi segnalate nell’ambito del Pdta regionale sono la presa in carico e la continuità ospedale territorio, la previsione di percorsi riabilitativi personalizzati e gli accertamenti medico legali. Siamo felici di essere stati coinvolti in questo progetto e ci auguriamo che possa portare a ulteriori progressi concreti, che mettano al centro il paziente e le sue necessità di assistenza e di cura».

Il progetto si inserisce nel quadro del Multiple Sclerosis Management Lab (MsmLab), nato nel 2013 dalla collaborazione tra Sda Bocconi e Biogen Italia, per promuovere la collaborazione tra i principali attori coinvolti verso un continuo miglioramento della gestione della Sm in Italia. A oggi MsmLab ha promosso 7 iniziative di ricerca su temi di management per la sclerosi multipla e ha dato vita a diversi momenti di dibattito e confronto sulle modalità di presa in carico di questa patologia, coinvolgendo diversi soggetti come neurologi, farmacisti, manager ospedalieri e rappresentanti istituzionali. E considerate le sue caratteristiche, la sclerosi multipla rappresenta il paradigma delle patologie croniche ad alta complessità. All’interno del laboratorio MsmLab sono state analizzate e discusse diverse soluzioni locali e regionali sulla gestione della Sm, che ne fanno un modello ideale per il trattamento di altre patologie croniche come diabete o Alzheimer.

 

 

Foto copertina: Pixabay