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Su Twitter Unicef Italia cede alle provocazioni ed esplode: «Idiota e fascista»

Unicef Italia ha reagito male al naufragio della legge sullo ius soli al Senato, per mancanza di parlamentari in Aula. Il portavoce Andrea Iacomini è stato il primo a commentare l’episodio, definendolo “una pagina triste della Repubblica”. L’organizzazione internazionale in difesa dei diritti dei minori è in prima linea per il riconoscimento della cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri.

Della legge che introduca il cosiddetto ius soli si discuteva da molto tempo, ma nell’ultimo anno il tema – collegato spesso impropriamente all’arrivo dei migranti nel nostro paese – è diventato centrale nel dibattito pubblico. Tanto che in molti hanno reagito con gioia alla notizia che la legge non solo non è passata (senza nemmeno esser stata discussa), ma che probabilmente – con l’imminente scioglimento delle Camere – verrà rimandata alla prossima legislatura.

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“C’è pure chi brinda con toni da curva”, ha cinguettato l’account ufficiale di Unicef Italia, scatenando una pioggia di reazioni, per lo più critiche. In molti hanno contestato che il portavoce di un’organizzazione internazionale si sia espresso così chiaramente sulle scelte politiche di uno Stato sovrano. Su Twitter Unicef Italia non ha saputo ignorare la polemica e ha risposto ai vari utenti che la criticavano, arrivando ad appellarne uno “idiota e fascista”.

UNICEF ITALIA, LITE SU TWITTER PER LO IUS SOLI

Chi si è guadagnato l’epiteto aveva intavolato con il profilo ufficiale di Unicef Italia un’accesa polemica. “E allora? Prenderanno la cittadinanza dei loro genitori, quella che rispeccchia la cultura della loro famiglia! Mi pare giusto, corretto, sensato, normale, rispettoso e soprattutto ovvio! Cittadiannza indica appartenenza culturale, non dove è capitato per caso di nascere”, aveva risposto al tweet dell’organizzazione. “Un altro strenuo eroe dell’italianità che usa un nome straniero e non ci mette la faccia. Credibilissimo eh”, aveva ribattuto poi Unicef Italia. E allora Zoe Keller (questo il nickname dell’utente social): “E tu sei sicuro che questo non sia il mio cognome, eh, nemmeno materno… #idiot”. E ancora: “Inoltre, #idiot, io non ho difeso l’**italianità**, al contrario ho difeso il diritto di essere stranieri pur essendo nati in Italia! Ma perchè non vi fanno almeno un esame di logica prima di mettervi in mano un account ufficiale …”. E a questo punto il social media manager di Unicef Italia non ci ha visto più ed è esploso: “Ah sei di quelli che usano nomi stranieri e bio in inglese ma non tollerano che ragazzini nati in Italia che parlano italiano siano considerati itaiani. #idiot & #Fascist”.

In moltissimi non hanno apprezzato la caduta di stile dell’account ufficiale di Unicef Italia, che comunque non toglie all’organizzazione il diritto di esprimersi su temi di attualità anche delicati e divisivi come lo ius soli.