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I soccorsi di Natale

La notte tra il 25 e il 26 dicembre è stata particolarmente dura per i soccorsi in mare. Le uniche due navi umanitarie attive nel Mar Mediterraneo, la Proactiva Open Arms e la Aquarius, hanno ricevuto l’Sos da tre imbarcazioni. Inizialmente solo una barca – con 120 persone a bordo – era stata individuata. I migranti sono stati soccorsi stamane alle sei e portati a Pozzallo (Ragusa).
Delle altre due imbarcazioni non c’è traccia. A riferire la notizia per primo è il quotidiano Lettera43. Le ong stanno aggiornando sulla situazione via social.  Alla fine, in totale, ben 255 persone sono state soccorse nella notte in tre operazioni differenti coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le altre due imbarcazioni sono state intercettate dopo diverse ore.

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Ieri il Santo Padre è stato ascoltato da oltre 50mila fedeli per il ‘Messaggio’ e la benedizione “Urbi et Orbi”. “Vediamo Gesù nei volti dei bambini siriani. Vediamo Gesù nei bambini dell’Iraq, ancora ferito e diviso e nei bambini dello Yemen, dove è in corso un conflitto in gran parte dimenticato. Vediamo Gesù nei bambini dell’Africa, soprattutto in quelli che soffrono in Sud Sudan, in Somalia, in Burundi, nella Repubblica Democratica del Congo, nella Repubblica Centroafricana e in Nigeria“. Il Pontefice nel messaggio al mondo non ha dimenticato nemmeno i figli dei disoccupati. I loro genitori, “non hanno un lavoro e faticano a offrire ai figli un avvenire sicuro e sereno. E nemmeno i bambini a cui è stata rubata l’infanzia, obbligati a lavorare fin da piccoli o arruolati come soldati da mercenari senza scrupoli“. E poi i piccoli profughi. “Vediamo Gesù nei molti bambini costretti a lasciare i propri Paesi, a viaggiare da soli in condizioni disumane, facile preda dei trafficanti di esseri umani. Attraverso i loro occhi vediamo il dramma di tanti migranti forzati che mettono a rischio perfino la vita per affrontare viaggi estenuanti che talvolta finiscono in tragedia. Rivedo Gesù nei bambini che ho incontrato durante il mio ultimo viaggio in Myanmar e Bangladesh“.

 

(foto FB Proactiva Open Arms)