Il Tribunale dei Popoli (Tpp) condanna Ue e Italia: «Contro i migranti crimini di sistema»

di Alice Bellincioni | 21/12/2017

Tpp

Sentenza storica del Tribunale permanente dei popoli (Tpp), che ha condannato ieri Italia e Unione europea per la violazione dei diritti dei migranti. La corte d’opinione nella sentenza ha sottolineato come «il diritto di migrare, lo ius migrandi, e il diritto all’accoglienza siano diritti umani fondamentali». I giudici del Tpp – riporta il Manifesto – hanno spiegato che «migrare è un atto politico ed esistenziale e lo ius migrandi è il diritto umano del nuovo millennio che, sostenuto dall’associazionismo militante, dai movimenti internazionali e dalla opinione pubblica sempre più avvertita e vigile, richiederà una lotta pari a quella per l’abolizione della schiavitù».

MIGRANTI, LA CONDANNA DEL TPP CONTRO UE E ITALIA

A portare Unione europea e Italia sul banco degli imputati del Tpp sono stati 95 gruppi di lavoro, formati da Ong e associazioni, che hanno fornito alla corte una documentazione dettagliata delle violenze e delle torture subite dai migranti nei campi libici. Nel corso dei tre giorni di udienza a Palermo, sono state ascoltate le vittime degli abusi: hanno raccontato di scosse elettriche, esecuzioni sommarie, violenze sessuali e mutilazioni. Testimonianze sono state rese anche da esperti di Sea-Watch, Oxfam, Medu, Borderline Sicilia, Baobab Experience e LasciateCIEntrare.

Questo ha permesso ai giudici del Tpp di concludere: «Dai fatti esaminati e dalle testimonianze ascoltate, emerge la spoliazione progressiva dei diritti e della dignità delle persone che si manifesta lungo tutto il percorso migratorio, dalle condizioni nei luoghi d’origine, al viaggio, alla permanenza nei campi prima di cadere nelle mani di trafficanti, poi nel corso della traversata in mare». E chi riesce ad arrivare sul suolo europeo «termina in un hotspot, dove le sue possibilità di chiedere il riconoscimento dello status di rifugiato sono affidate al caso o alla fortuna».

La sentenza del Tpp parla di «crimini di sistema» e di «responsabilità frantumata», proprio perché è «difficile indicare con precisione chi è il colpevole, chi deve rispondere». «L’opinione pubblica – aggiunge la Corte – ne viene disorientata. La concatenazione, la sequela, è talmente lunga, complicata, occulta, che quasi sempre si perde il nesso. Questo non permette di risalire a chi ha le maggiori responsabilità e spinge invece a fermarsi agli aguzzini più manifesti e ovvi, ad esempio alle guardie libiche, ai ’trafficanti’ o agli ’scafisti’, figure di quella zona grigia di cui spesso, loro malgrado, fanno parte gli stessi migranti».

MIGRANTI, IL TPP CHIEDE UNA «MORATORIA URGENTE DELL’ACCORDO CON LA LIBIA»

A Unione europea e Italia sono stati contestati anche gli accordi per la gestione del flusso dei migranti, stipulati con Turchia e Libia, che – secondo l’avvocato dell’accusa Fulvio Vassallo Paleologo – «da un punto di vista legale, appaiono sempre più dubbi». La giuria del Tpp, presieduta dal magistrato di Cassazione Franco Ippolito, ha richiesto chiede «una moratoria urgente dell’attuazione di tutti quegli accordi che, similarmente all’accordo Ue-Turchia e il processo di Karthoum, sono caratterizzati da assenza di controllo pubblico e dalla corresponsabilità nelle violazioni dei diritti umani fondamentali dei migranti», invitando il Parlamento italiano e il Parlamento europeo a convocare «commissioni d’inchiesta o indagine sulle politiche migratorie, gli accordi e il loro impatto sui diritti umani, nonché sull’uso e la destinazione di fondi destinati alla cooperazione internazionale, al fine di identificare e perseguire eventuali responsabili».

 

Foto copertina: ANSA/ ZUHAIR ABUSREWIL

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