emanuele filiberto
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«Che pena mi fanno sinistra e 5 stelle»

Emanuele Filiberto di Savoia continua a polemizzare sulle critiche fatte da sinistra e grillini sul rientro in Italia della salma del re Vittorio Emanuele III. Non solo. Pretende, su Il Giornale, che la Storia italiana sia rivista. Perché, secondo l’erede dei Savoia, i politici «hanno dovuto demonizzare i Savoia, mettendo sui libri la storia che volevano scrivere loro».

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«Non ho fretta. Quello che mi fa ancor più pena – ha spiegato Emanuele Filiberto – è che certe cose vengono da persone che rappresentano il popolo. Prendiamo il tweet del sindaco di Roma, Virginia Raggi, privo di qualsiasi tipo di conoscenza
storica. Io, sinceramente, le consiglierei di occuparsi di una Capitale che sta cadendo a pezzi e del suo albero di Natale.
Quando non si sanno le cose, meglio tacere». Il principe vuole portare i resti del re al Pantheon. E su Vittorio Emanuele III: «Di lui sono giudicati solo gli ultimi 10 anni del suo operato, ma regnò per 46. Fu responsabile del suo Paese, nel bene e nel male, ma Mussolini andò al potere per volontà del Parlamento e tra i parlamentari ce n’erano anche ebraici. Tutti criticano per le Leggi razziali, che furono una cosa ignobile e insensata. Il re, però, per ben tre volte le rimise davanti
al Parlamento. Lui non voleva firmarle. Si trovò da solo contro un Parlamento che aveva votato le Leggi. Aveva due possibilità: un colpo di Stato per mettere Mussolini e il fascismo alla porta o abdicare. In entrambi i casi avrebbe aperto i cancelli alla Germania nazista, che poi uccise sua figlia. Scelse il male minore».

Le leggi razziali?

(in copertina foto Ansa/Daniel Dal Zennaro)