cacca di panda
|

Cacca di panda riciclata per fare carta igienica, fazzoletti e tovaglie di carta

Vi soffiereste il naso con la cacca di panda? L’azienda cinese Fengsheng Qianwei è convinta che qualcuno sarà disposto a farlo e sta per lanciare una gamma di prodotti realizzati proprio con i resti biologici del mammifero. Il nome del marchio è inequivocabile: Cacca di panda. Il logo un’immagine dell’inconfondibile mantello bianco e nero.

Il progetto, nato da una collaborazione tra l’azienda cinese di carta e il Giant Panda Protection and Research Center, punta tutto sulla sensibilità ambientale ed ecologica. L’idea è che la specie a rischio di estinzione possa fare un favore all’uomo. “I panda si prenderanno cura della spazzatura per noi”, ha spiegato a un quotidiano locale Huang Yan, ricercatore del centro di ricerca.

L’unico ostacolo sono i prezzi dei prodotti, decisamente non concorrenziali: un pacchetto di fazzoletti costerà infatti 43 yuan, circa 5 euro e mezzo, molto più di quelli convenzionali. Con la cacca di panda la Fengsheng Qianwei produrrà anche carta igienica e tovaglie di carte.

IL PROGETTO PER RICICLARE LA CACCA DI PANDA

La materia prima non manca: ogni panda gigante produce ogni giorno 10 kg di escrementi, che sono ricchi di fibre, dal momento che l’animale si nutre esclusivamente di gambi e foglie di bambù. Oltre la cacca, il panda quotidianamente accumula anche 50 kg di scarti alimentari: si tratta di tronchi di piante che sputa dopo la masticazione.

La produzione di carta da bambù richiede l’eliminazione del fruttosio per estrarre le fibre: esattamente quello che il panda fa naturalmente durante la digestione, come ha spiegato il presidente della Fengsheng Qianwei, Yang Chaolin.

Il progetto vede coinvolte tre riserve di panda cinesi. Lì verrà raccolta la cacca più volte alla settimana. Lo scarto biologico sarà poi bollito, pastorizzato e trasformato in carta. Il prodotto verrà poi analizzato, per verificare che non ci sia traccia di batteri. “I panda hanno quello che vogliono e lo stesso noi. È un’operazione win-win”, ha concluso il presidente.

 

 

Foto copertina: Pixabay