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Bersani e quel sorriso alla Boschi in cella

Alla Rete della tv non sfugge nulla o quasi. Dettagli. Sfumature. Ogni particolare delle trasmissioni del piccolo schermo finisce per essere evidenziato, commentato, eventualmente enfatizzato, talvolta sollevando anche critiche inutili. Nemmeno il mondo della politica viene risparmiato da queste dinamiche, soprattutto durante una campagna elettorale. Lo dimostra un’immagine di Pier Luigi Bersani che ieri sera in studio a Dimartedì sorrideva guardando ad un fotomontaggio di Maria Elena Boschi rinchiusa in cella, in carcere.

 

 

Era in corso l’anteprima di Gene Gnocchi alla trasmissione. Il comico ironizzava sul caso del presunto interessamento della ex ministra al salvataggio di Banca Etruria: mostrava la finta immagine della Boschi reclusa con davanti il cartello «Vacanze in Banca Etruria», locandina di un fantomatico cinepanettone prodotto dal Pd. Non c’è nulla di strano in quella foto, per carità. La satira è satira, è bene ricordarlo. Ma ha scatenato molte reazioni indignate il volto dell’ex compagno di partito Bersani. Non appena, su Twitter, è stata pubblicata e sottolineata la scena del sorriso, sono spuntate decine di commenti critici. «Mi viene il vomito», ha scritto chi per primo ha postato uno screenshot. «Come grillini e leghisti. Che vergogna», ha risposto un altro utente attaccando Bersani. E poi giù duro tutti gli altri: «Hai perso la dignità», «Ipocrita», «Avvelenato dal risentimento». Fortunatamente non tutti hanno reagito allo stesso modo. «Mai sentito parlare di satira politica?», ha chiesto qualcuno. E un altro, ancora: «Il vomito lo fai con la tua faziosità. Stava ascoltando Gene Gnocchi, falso e mistificatore che non sei altro». Insomma: «Non si può nemmeno ridere di una battuta?». Il confronto ai tempi dei social.

(Immagine: frame da video di Dimartedì)