Diego Fusaro
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La bufala di Diego Fusaro sulla fontana di Trevi vendibile per la colpa della mondializzazione

Diego Fusaro ha diffuso una bufala sulla alienabilità dei beni che fanno parte del demanio culturale. La fake news è stata originata da un controverso emendamento, poi ritirato dal governo Gentiloni per le polemiche suscitate, che avrebbe consentito a uno Stato estero di comprare beni del demanio statale che fanno parte del patrimonio indisponibile.

Diego Fusaro

La bufala di Diego Fusaro sulla fontana di Trevi vendibile per la colpa della mondializzazione

Per Diego Fusaro  la Fontana di Trevi può essere messa in vendita. «La famigerata scena di Totò che vende la fontana di Trevi potrà ora diventare realtà: farebbe ridere, certo, se non facesse piangere. Ecco gli effetti della privatizzazione criminale, della liberalizzazione selvaggia e delle famigerate sfide della globalizzazione». Quanto scritto da Fusaro sul suo blog sul Fatto Quotidiano è falso. L’articolo 822 del codice civile indica chiaramente com i beni culturali  di interesse storico, archeologico e artistico facciano parte del demanio pubblico e non siano di conseguenza alienabili.  «Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare [942], la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti [945], i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale. Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche; e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.  Questi beni non possono essere alienati».

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L’emendamento, che è stato ritirato, riguardava altri tipi di bene, anche culturali, che invece faceva parte del patrimonio pubblico disponibile. Previa autorizzazione dello stesso ministero dei Beni culturali. Il codice dei beni culturali attualmente in vigore prevede all’articolo 53 e all’articolo 54 l’inalienabilità dei beni culturali indicati dall’articolo 822 del codice civile, mentre l’articolo 55 indica che che beni culturali non rientranti in quelli riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia siano invece alienabili. Il ritiro dell’emendamento è stato citato da Fusaro nel suo post sul blog ospitato sul sito del Fatto Quotidiano, che però non ha corretto la bufala della vendita di Fontana di Trevi.